L’autunno è iniziato e con esso a raccolta dei funghi. Sono davvero molte le specie gustose e pregiate che si possono incontrare, dai finferli, che crescono in gruppi numerosi, fino agli agognati porcini. Ma bisogna saper distinguere bene tra le varie specie esistenti, perché il rischio di avvelenamento è sempre in agguato. Un errore può rivelarsi fatale e quindi, volte, non bisogna troppo fidarsi di sé stessi. Nei casi di maggior dubbio sarebbe meglio chiedere il parere ad un ispettorato micologico per il controllo, che rappresentano le uniche strutture preposte al riconoscimento dei funghi spontanei e alla valutazione della loro commestibilità . Ma vediamo un po’ di capire quali sono le cinque specie davvero velenose, dalle quali è meglio stare alla larga:
Â
1. Amanita phalloides: ha un cappello emisferico, dal diametro di quasi 20 cm. Di colore verde chiaro, con riflessi giallini o scuri. Il gambo può essere alto fino a 15 cm e si stacca facilmente dal cappello. Si trova soprattutto nei boschi di conifere e latifoglie. Può anche essere mortale, per ingestione della sola metà di un cappello.Â
Â
Â
Â
Â
2. Cortinarius orellanus: 10 cm di diametro, dall’aspetto campanulato e convesso, di color mattone. Il gambo è più sottile alla base e generalmente curvo, di colore giallo-ocra. Cresce in gruppo vicino ad alberi di quercia e castagne.
3. Paxillus involutus: cappelli di 15 cm di diametro, depresso al centro, dalla superficie vellutata. Gambo corto e cilindrico, che diventa bruno al tatto. Si può trovare molto facilmente anche in boschi e giardini.
4. Clitocybe bianche: cappello piccolo, a mo’ di imbuto, di colore bianco-crema e senza peluria. Il gambo ha lo stesso colore del cappello. Cresce in gruppo nei prati e nei margini dei boschi sul fogliame.
5. Boletus satanas: ha il cappello più grande di tutti, leggermente vellutato, con gambo tozzo e panciuto. E’ molto diffuso e molto bello da vedere e può assumere dimensioni importanti.






