Normalmente i valori della pressione arteriosa di un soggetto adulto dovrebbero essere di 120 mmHG la massima, che è il valore della pressione sistolica e di 80 mmHG la minima, cioè quella diastolica. Quando parliamo di pressione bassa, e quindi di ipotensione, intendiamo livelli di pressione inferiori a 90 per la massima e a 60 per la minima. L’ipotensione è in genere meno grave dell’ipertensione, perché non rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Può però diventare un problema più serio se provoca stanchezza ed astenia ed è in questi casi che alcune piante officinali possono essere ritenute utili.
· Come rimedio soft per una giornata particolarmente faticosa, ad eempio, si può ricorrere ad un bagno energizzante, disperdendo nell’acqua della vasca 5-6 gocce di olio essenziale di rosmarino. Se la stanchezza è dovuta ad un calo di pressione, invece, vi tornerà utile masticare della radice di liquirizia, per migliorare l’assorbimento di sodio e acqua da parte dei reni.
· Per combattere i più comuni sintomi dell’ipotensione si può anche ricorrere alle cosiddette erbe toniche o adatto gene, che aumentano la resistenza fisica dell’organismo in risposta a stress di tipo esterno. Esempi sono l’eleuterococco, ricco in vitamine, che contrasta stanchezza, vertigini e capogiri. Va assunto come tintura madre in 20 gocce per tre vote al giorno.
· In alternativa è indicato anche il ginseng, che rivitalizza le energie e combatte il senso di fatica. Il ginseng va utilizzato a cicli di 20 giorni, per brevi periodi.
· E’ utile anche la ginestra che migliora la circolazione del sangue e di conseguenza la pressione arteriosa. E’ in grado di aumentare la resistenza del miocardio. Anche la ginestra va assunta come tintura madre per 3 volte al giorno, come 30 gocce.






