L’udito è il senso che viene meno considerato tra tutti, il più trascurato, insomma. Eppure è l’unico organo che non va mai in pausa, nemmeno quando dormiamo. Spesso i problemi riguardanti l’udito sono i meno considerati: ci si accorge sempre tardi del problema, ma sempre più frequentemente la perdita dell’udito, in un individuo adulto, è progressiva ed irreversibile. Attualmente in Italia circa 8 milioni di persone soffrono di problemi auditivi e sembra che più si andrà avanti col tempo, e più il problema diventerà serio. Il dato più preoccupante è che oggi la sordità colpisce soprattutto i giovani: oltre 65 mila bambini sono affetti da sordità che, se non curata, può anche causare problemi di mutismo. Quindi individuare in tempo il problema è in questo caso di vitale importanza. I segnali che si devono considerare sono: ronzii, fischi, iperacusie, cioè la capacità di percepire determinate frequenze rispetto ad altre, e vertigini.
 La causa più frequente di sordità , comunque, è l’esposizione prolungata al rumore, soprattutto sul posto di lavoro: 85 decibel per 8 ore lavorative al giorno predispongono ad un danno permanente entro 10 anni. Per limitare il più possibile disturbi legati all’udito, bisogna ridurre al minimo i fattori di rischio, cioè l’assunzione di alcuni farmaci, il fumo, l’alcool e il diabete. Un altro problema legato all’apparato auditivo, meno grave della sordità , è la presbiacusia, cioè la diminuzione dell’udito legata all’invecchiamento. Quando si iniziano ad avvertire i primi sintomi, è necessario fare dei controlli periodici. Soprattutto per le persone anziane, però, la perdita o il calo dell’udito non devono rappresentare una fonte di rassegnazione o un handicap. Devono invece spronare ad avere maggior cura verso sé stessi. C’è da ricordare poi che alcuni ostacoli alla ricezione dell’impulso sonoro, quali otiti catarrali o la presenza di tappi di cerume, non sono problemi così gravi da poter far abbattere una persona.
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