I problemi legati all'apparato digerente sono sicuramente tra i disturbi più diffusi al giorno d'oggi e il reflusso gastro-esofageo è uno di questi. Prima di parlare di quali piante officinali possono esserci utili in disturbi di questo tipo, è bene ricordare alcune regole, alimentari e non, da seguire per alleviare alcuni sintomi caratteristici del disturbo. Innanzitutto bisogna procedere con l'eliminare tutte quelle sostanze che determinano una diminuzione della pressione dello sfintere esofageo inferiore, e cioè cioccolato, alcool, fumo, caffeina, teofillina e menta. Molto importante anche la terapia posturale: dopo i pasti, evitare caffè e sigaretta ed anche ogni tipo di sforzo fisico. Se ci si vuole riposare, rialzare la testa dal letto di almeno 15-20 cm, ma dormire senza cuscini. E poi molto importanti, le abitudini alimentari corrette: eliminare innanzitutto qualsiasi forma di sovrappeso corporeo; anzi l'alimentazione del soggetto deve essere il meno grassa possibile, poichè i lipidi rallentano il tempo di svuotamento gastrico, facilitando appunto il reflusso.
Infine alcuni cibi che sono assolutamente da eliminare, data la loro acidità intrinseca: pomodori ed agrumi su tutti. Ottimo invece il succo centrifugato di patata, 1/3 di bicchiere lontano dai pasti. Per quanto riguarda le piante officinali, vanno benissimo la camomilla, l'aloe e la liquirizia, sotto forma di estratti, poichè dotate di proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Anche le capsule di zenzero sono ottime: 1 capsula o compressa, 3 volte al dì. Infine l'acido alginico, che forma all'interno dello stomaco un gel galleggiante, che costituisce una barriera meccanica. Di solito si assume in capsule da 500 mg: 1 o 2 capsule dopo i pasti.






