Un italiano su tre soffre di disturbi digestivi, caratterizzati dai seguenti sintomi nella fase post-prandiale: acidità di stomaco, frequenti rigurgiti, gonfiore addominale e sensazione di aria nello stomaco. Se avete almeno uno di questi sintomi, fate parte di quel terzo della popolazione italiana. Tutto ciò può anche essere contornato da sonnolenza dopo aver mangiato e senso di disagio, che non sono delle vere e proprie manifestazioni cliniche, ma fanno parte del quadro della dispepsia, ovvero della cattiva digestione. La dispepsia funzionale, cioè quella non strettamente legata a cause organiche, può essere curata con varie piante medicinali, diverse in base alla priorità di un sintomo anziché un altro.
Ma vediamole insieme:
· La genziana agisce positivamente sulla sensazione di pesantezza a livello dello stomaco, poiché è un’erba “amara” ed eupeptica che stimola la secrezione di saliva e succhi gastrici, necessari per una digestione ottimale. Ciò grazie ad una seri di principi attivi amari contenuti nella sua radice. Per un’azione terapeutica si utilizza il decotto, da preparare con 4 grammi di radice per tazza (2 cucchiai colmi) e da bere come amaro dopo i pasti.
· Il tarassaco è invece la pianta del fegato: se il difetto è legato a cattive funzionalità epatiche, il fegato non filtra più le tossine e non purifica bene il sangue. Il tarassaco ha proprietà colagoghi e coleretiche e va usato anch’esso in decotto, con 5 grammi di radice per tazza, da assumere prima dei pasti principali.
· Finocchio, cumino ed anice sono le piante che agiscono contro il gonfiore addominale, poiché limitano la formazione di gas nello stomaco e nell’intestino. Sono piante definite carminative, per questa loro azione. Si possono miscelare tutte e tre per preparare una tisana da bere 3 volte al giorno, lontano dai pasti.
Un consiglio in più legato alla dispepsia è quello di aggiungere del peperoncino ai vostri piatti, poiché stimola la digestione delle proteine.






