I calcoli renali sono delle formazioni solide che si vengono a creare nelle urine, costituite da minerali che precipitano in seguito a un cambiamento di pH, diventando così insolubili. Questi aggregati possono formarsi o all’interno dei reni o lungo le vie renali. Tante sono le cause fisiologiche e patologiche che possono portare alla formazione dei calcoli, tra cui obesità, dieta scorretta, sedentarietà, disidratazione, scarso assorbimento di calcio, malattie croniche e malattie ereditarie. Se il calcolo dovesse poi spostarsi verso il canale renale, si avrebbero le cosiddette coliche, con dolori lombari che anno dal fianco verso l’inguine. I sintomi in questo caso sono: nausea, vomito, stimolo ad urinare e a volte febbre. Per i calcoli di medie o piccole dimensioni si può ricorrere ad erbe e piante medicinali che stimolano la diuresi e diminuiscono infiammazione e dolore.
§ Per facilitare l’eliminazione del calcolo, aumentando la diuresi bisogna agire con piante quali il frassino, in dose di 30 gocce 3 volte al giorno per un mese e mezzo oppure il mais, che agisce rilassando i tubuli renali, portando ad una riduzione del calcolo. In quest’ultimo caso parliamo di infuso, da bere 3-4 volte al giorno.
§ Contro lo stato infiammatorio delle vie urinarie sfruttiamo l’azione benefica della linfa estratta dalle foglie della betulla: 20 gocce 3 volte al giorno in un bicchiere d’acqua, lontano dai pasti. Oppure si può agire con la verga d’oro, altra pianta dall’azione disinfiammante e che disinfetta le vie urinarie. Fatene un infuso, da bere 3 volte al giorno. In alternativa, infine, può giovare anche il Tè di Giava, con 40 gocce per tre volte al giorno.
§ Se il calcolo provoca dolore, si può lenirlo con una pianta particolare, l’ammi, i cui frutti sono ricchi in kellina, una sostanza che rilassa la muscolatura liscia. Da assumerne 15 gocce 3 volte al giorno. E’ da usare però solo per brevi periodi.






