L’andrografis è una pianta ai molti sconosciuta e utilizzata però da tanti tipi di medicine, dalla cinese alla tailandese, molto studiata per la sua capacità di combattere le sindromi influenzali. Esistono circa una trentina di varietà di questo genere di pianta, ma poche sono quelle medicinali, tra cui A. paniculata . Sono piante erbacee annuali, la cui droga è rappresentata da piccoli cristalli di ossalato di calcio diffusi nelle cellule corticali di caule e foglie. La droga va poi raccolta in primavera ed essiccata a circa 40° C. Numerosi studi hanno confermato che l’andrografis migliora i sintomi dell’influenza, quali rinite, cefalea, ingrossamento dei linfonodi e dolori muscolari, con il vantaggio di una diminuzione dei tempi della degenza e della successiva convalescenza. Questo grazie ai suoi componenti attivi, che sono dotati di proprietà antinfiammatorie, antivirali e immunomodulanti.
 E’ stato dimostrato , tramite test in vitro e in vivo, che i suoi principi attivi riducono l’espressione della ciclo-ossigenasi di tipo II e del fattore di attivazione piastrinica o PAF, entrambi mediatori responsabili degli stati infiammatori. La pianta è in genere assumibile sotto forma di capsule, anche se in Europa non è ancora molto diffusa; ogni capsula contiene all’incirca dai 250 ai 500 mg di droga essiccata. La dose consigliata è di 1,5-2 grammi di droga al giorno. L’andrografis può però provocare in alcuni pazienti effetti indesiderati di scarsa entità ed importanza, che scompaiono rapidamente con l’interruzione del trattamento. Esempi sono: mal testa, stanchezza, disturbi gastro-intestinali e un sapore amaro e metallico in bocca. Tutto ciò non si verifica con dosi assunte in quantità normali. In caso di dosaggio eccessivo, si può invece andare incontro a shock anafilattico. Un altro effetto avverso, presunto però, potrebbe essere rappresentato dalla capacità della pianta di diminuire la fertilità , perciò è sconsigliata in pazienti che sono in trattamento per l’infertilità .
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