L’asma è sicuramente uno dei problemi legati all’apparato respiratorio più difficili da affrontare e da curare, sia con i farmaci di sintesi, sia con la fitoterapia. Ma in questi ultimi casi si possono comunque avere ottimi risultati, se si utilizzano piante che hanno il seguente meccanismo d’azione: inibiscono un preciso enzima, la fosfodiesterasi, e di conseguenza provocano un aumento di cAMP, un secondo messaggero molto importante per la trasmissione dei segnali intracellulari. Esistono però ancora numerosi dubbi e incertezze, riguardo ad un possibile blocco delle prostaglandine e a un incremento delle catecolammine surrenaliche. Il repertorio fitoterapico tradizionale dispone di piante medicinali efficaci come la grindelia, la celidonia, l’issopo, ecc.
· Le sommità fiorite di grindelia, ad esempio, contengono polifenoli e un olio essenziale dall’attività disinfettante, mucolitica e spasmolitica sulla muscolatura liscia, anche se non esistono comunque studi clinici legati alla sua efficacia e sicurezza.
· L’Amni è un’Ombrellifera con dei frutti che contengono un olio essenziale ricco in cumarine ad attività spasmolitica sulla muscolatura liscia bronchiale.
· La Drosera è una piccola pianta coltivata anche a scopi ornamentali. Le sue parti aeree contengono sostanze di tipo naftochinonico, responsabili dell’attività spasmolitica della droga. E’ particolarmente indicata nella cura dell’asma allergico e della bronchite asmatica.
· L’issopo è consigliato, secondo la medicina popolare, nel trattamento dell’asma cronico non allergico dell’adulto, con notevole componente infiammatoria. Si utilizza sotto forma di infuso al 3%, da bere 3-4 volte al giorno. Ha un’importante azione terapeutica nel trattamento della malattia in fase di stato, senza rischi di tossicità, che sono più che altro legati al suo olio essenziale.
· Infine citiamo l’efedra, non vendibile però in erboristeria, la quale contiene una particolare efedrina, utilizzata con successo nella cura dell’asma bronchiale, come decongestionante nasale. La sua azione però scarsamente selettiva, quindi potrebbe provocare qualche problema in termini di effetti secondari.






