L’Arpagofito, nome scientifico Harpagophytum procumbens, meglio conosciuto come Artiglio del diavolo, è una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Pedaliaceae. Deve il suo nome alla particolare forma dei frutti, dotati di robusti uncini che intrappolano spesso piccoli animali costringendoli a graffiarsi per uscire dalla loro presa.
E’ originaria dell’Africa sud – occidentale ed è ampiamente presente nel deserto del Kalahari, nella Namibia e nel Madagascar.
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Le popolazioni indigene africane conoscono da secoli le virtù e gli utilizzi di questa pianta, difatti essa veniva usata dai Boscimani, dai Bantù e dagli Ottentotti per lenire i dolori articolari e curare le ferite. Venivano inoltre sfruttate le sue proprietà amaro – toniche nei casi di disturbi digestivi. Presso queste tribù veniva anche utilizzata per favorire il parto in presenza di parti difficili per la sua azione ossitocica, favorisce cioè le contrazioni uterine.
Moderni studi hanno confermato l’azione antinfiammatoria ed antireumatica dell’Arpagofito: in uno studio clinico 259 pazienti sono stati trattati con l’estratto di artiglio del diavolo e sono state valutate le variazioni di alcuni parametri prima e dopo il trattamento. Si è così constatato un significativo miglioramento del dolore alle articolazioni e una diminuita limitazione nei movimenti, l’indice di qualità della vita è migliorato del 60% così come il ricorso all’assunzione di farmaci antidolorifici è significativamente diminuito.
L’Artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente attivo in stati infiammatori e dolorosi quali tendiniti, osteoartrite, artrite reumatoide, mal di schiena e dolori cervicali.
Le parti utilizzate ai fino terapeutici sono le cosiddette “radici secondarieâ€, escrescenze laterali della radice, che contengono i principi attivi in percentuale più alta. I costituenti chimici che esplicano l’azione antinfiammatoria, analgesica ed antireumatica sono principalmente tre glicosidi individuati dal tedesco Schmidt e che prendono il nome di arpagoside, arpagide e procumbide.
Gli effetti collaterali sono di modesta entità , ma va comunque evitato e limitato l’uso dell’Artiglio del diavolo in presenza di gastriti od ulcere gastriche o duodenali per la presenza di principi amari che stimolano la produzione di succhi gastrici e di bile.
Avendo l’Artiglio del diavolo la proprietà di favorire le contrazioni uterine, ne è controindicata l’assunzione durante la gravidanza.






