In queste giornate di pioggia e freddo così poco primaverili c’è chi soffre le pene dell’inferno ovvero chi è affetto da meteoropatia. Il “mal di tempo” non è propriamente un disturbo tipico dell’età contemporanea come ansia, depressione, disturbi alimentari; ne erano colpiti, infatti, personaggi illustri e geniali come Wagner e Goethe e lo stesso Ippocrate ne fa cenno nei suoi studi. Goethe sosteneva che solo le menti più geniali soffrono degli squilibri del tempo. Quel che è certo è che chi è affetto da meteoropatia soffre e non poco. Quando il tempo sta per peggiorare emergono sintomi fastidiosi quali: ansia, depressione, irritabilità, insonnia, mal di testa, nevralgie che in genere scompaiono non appena il tempo volge al bello.
Vi sono poi casi in cui si acutizzano patologie già esistenti come gastriti, dolori reumatici, sindrome del colon irritabile ecc. Ma cosa succede all’interno del nostro organismo così suscettibile alle variazioni climatiche? Il nostro cervello tramite l’ipotalamo capta i messaggi provenienti dall’esterno cioè vento, pioggia, freddo, umidità, smistandoli alle ghiandole principali ovvero ipofisi, tiroide, surrene, influendo sulla produzione di serotonina, tiroxina, adrenalina, melatonina. Così l’umore si fa nero come il tempo, l’insonnia fa capolino insieme alla scarsa concentrazione, all’apatia e a tanti altri disturbi come ritenzione, tachicardia, respiro affannoso, afonia. Chi soffre di meteoropatia, nei giorni di pioggia e/o vento spesso non riesce ad occuparsi delle attività a cui normalmente è dedito . E’ un problema molto serio malgrado all’apparenza sembri un problema da niente.
Per avere maggiori informazioni sulle patologie meteoropatiche consiglio il sito del Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie e Medicine Naturali dell’Università degli Studi di Milano: www.naturmed.unimi.it






