La nostra voce rappresenta il fondamento del linguaggio e della comunicazione umana. Si accompagna alle parole e veicola significati ed emozioni che si vogliono esprimere. Esistono però numerose condizioni patologiche, più o meno gravi, che possono compromettere la voce . Spesso può essere addirittura l’utilizzo protratto nel tempo di alcuni farmaci possono avere ripercussioni, acute o croniche, sulla voce. Le alterazioni vocali prendono il nome generico di “disfonie” e devono essere oggetto di particolari attenzioni da parte di medico e paziente, cioè non vanno assolutamente trascurate, perché potrebbero anche rappresentare il primo sintomo di altre malattie importanti, come alcune patologie neurologiche, endocrinologiche o di alcuni tumori. In alcuni casi più lievi, i problemi possono essere affrontati tramite il corretto utilizzo di fitoterapici, gemmo derivati e fiori di Bach.
Se l’abbassamento è semplicemente dovuto a malattie da raffreddamento, si può benissimo utilizzare l’echinacea, il cui dosaggio sarà differente a seconda che l’integratore venga utilizzato a scopo preventivo o terapeutico. Anche l’erisimo, conosciuto appunto col nome di “erba dei cantatori”, viene spesso utilizzato da chi soffre di afonie e usa la voce a scopi professionali. Non è però in grado di prevenire gli abbassamenti vocali, né di curare afonie dovute a sforzi vocali eccessivi. E’ particolarmente utile solo in caso di raucedine e nelle malattie da raffreddamento delle vie aeree. Va preso ai primi sintomi, tramite tintura madre, 30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua per 3 volte al giorno e per una settimana. Tra i gemmo derivati, ricordiamo il Ribes Nigrum, che è utile nelle alterazioni della voce accompagnati da stati infiammatori delle vie respiratorie; per gli adulti sono necessarie 100-150 gocce, tre volte al giorno per i primi giorni, per poi scalare progressivamente il dosaggio. Va bene anche la Tilia tomentosa, sempre sottoforma di macerato glicerico, da assumere in dosi di 50-70 gocce al giorno, magari in associazione col Ficus carica.






