I burri vegetali, che comprendono il burro di karitè e quello di cacao, sono delle miscele di sostanze grasse di origine vegetale, presenti soprattutto in semi e frutti. In genere sono solidi a temperatura ambiente ma si sciolgono molto facilmente. Hanno un impiego alimentare, soprattutto nei loro paesi d’origine, mentre qui in Occidente sono maggiormente utilizzati nell’industria farmaceutica come eccipienti e soprattutto nel settore della cosmesi. Come abbiamo precedentemente accennato, i più noti sono:
- BURRO DI CACAO: per ottenerlo si pressa il seme che ha un contenuto di burro che varia dal 45 al 60% circa. E’ di colore bianco avorio, tendente al giallastro, consistenza delicata e un ottimo odore dolce e delicato quasi di cacao, appunto. Può essere conservato a lungo, però in buone condizioni di freschezza e luce, altrimenti irrancidisce. Contiene una serie di acidi grassi, tra cui l’oleico e lo stearico, in percentuali simili ed anche il palmitico. Viene utilizzato in ambito farmaceutico e cosmetico grazie alle sue proprietà emollienti e protettive.
- BURRO DI KARITE’: deriva da una pianta nota come Butyrospermum parkii, pianta legnosa spontanea nell’Africa Occidentale. Il burro vegetale è ricavato dai semi dei frutti maturi, detti appunto noci di karitè. La pasta che si ottiene mediante lavorazione a caldo è color cioccolato ed ha anche il suo stesso odore. Da questa pasta, per ulteriori lavorazioni, si ottiene il burro. I componenti fondamentali del burro sono degli alcooli triterpenici, tra cui il karitene. Il burro di kartitè è molto particolare rispetto agli altri burri vegetali per l’elevata frazione in saponificabile in esso contenuta e per questo motivo è molto utilizzato nel campo della cosmetica per pomate dall’azione protettiva ed emolliente e per la produzione di creme ed emulsioni nutrienti ed ammorbidenti.






