Il colore dei nostri capelli è determinato dalla quantità e dalla qualità di melanina che essi contengono ed è di base ereditaria. La melanina è un pigmento prodotto da cellule specifiche chiamate melanociti e può essere di due tipi: le eumelanine, responsabili delle colorazioni dal marrone al nero, e le feumelanine che danno ai capelli il colore rosso naturale così raro da rappresentare l’1% nella maggior parte delle popolazioni, eccezion fatta per la popolazione scozzese in cui la percentuale sale al 10%. Il biondo invece è determinato da una scarsa attività dei melanociti.L’uso di cambiare il colore dei propri capelli, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è una moda recente, difatti già in epoca romana le donne ricorrevano a diversi prodotti naturali per schiarire i capelli o all’uso di parrucche. Ma i prodotti per la colorazione dei capelli oggi presenti sul mercato sono sicuri per la nostra salute?
La risposta è complessa, di sicuro nella formulazione di queste tinture rientrano sostanze chimiche altamente allergizzanti.Fortunatamente l’Unione Europea in questi anni si sta muovendo per verificare l’assenza di pericolosità delle sostanze utilizzate ed ha per ora messo al bando 22 sostanze, che fino a poco tempo fa rientravano nella comune composizione delle tinture, in quanto ritenute dannose per la salute e potenzialmente cancerogene.Infatti secondo alcuni studi americani le tinture per capelli di sintesi chimica conterrebbero sostanze cancerogene in grado di aumentare considerevolmente il rischio di tumore alla vescica e di una forma di linfoma, il non Hodgkin.Le sostanze imputate di cancerogenicità sono principalmente le ammine aromatiche che dal 1980 non dovrebbero più rientrare nella formulazione delle tinture.Nell’ottica della maggiore richiesta da parte del consumatore di cosmetici naturali e privi di tossicità, suscitano sempre maggior interesse le tradizionali tinture vegetali in quanto il loro utilizzo può avvenire in maniera molto più serena per l’assenza di sostanze dannose per la salute.Per ora il limite delle tinture naturali è soprattutto quello di non garantire lo stesso risultato coprente di fronte ad una eterogeneità di situazioni che vanno dalla presenza di capelli bianchi ad una notevole differenza tra il colore di base e la tonalità che si vorrebbe ottenere, come nel caso del passaggio da un colore chiaro a tonalità scure di marrone. D’altro canto le colorazioni vegetali permettono di ottenere riflessi di notevole bellezza dall’effetto naturale.Una soluzione interessante potrebbe essere quella di integrare la capacità tintoria di alcune piante con la capacità di ottenere colorazioni standardizzate delle tinture moderne.Ad ogni modo è sempre bene non fidarsi del tutto di alcune ingannevoli diciture come “tinture naturali” che potrebbero nascondere sì un ricorso a colori vegetali ma senza l’esclusione di sostanze allergizzanti; se si vuole andare completamente sul sicuro ci si può rivolgere all’Hennè, una delle piante più conosciute ed usate nella tintura dei capelli, di cui parleremo nel prossimo articolo. Un ultimo consiglio è quello di non ricorrere a colorazioni sintetiche durante la gravidanza poiché, soprattutto se parliamo di colorazioni permanenti, molte sostanze, di cui l’assoluta assenza di tossicità dev’essere ancora provata, possono essere assorbite dalla cute e causare danni al feto.





