Il costituente principale di capelli è la cheratina, che è un aminoacido formato prevalentemente da zolfo. La parte vitale del capello si chiama bulbo ed è collocata all’interno del follicolo pilifero, che è invece la parte più profonda. All’interno del bulbo abbiamo, invece, la matrice e i melanociti, che conferiscono colore alla chioma. Infine, la parte esterna che noi vediamo è il fusto, composto dalla corteccia, a sua volta costituita da squame. Alla base di ogni tipologia di caduta dei capelli vi è l’allontanamento delle squame tra di loro, con conseguente indebolimento della corteccia, che diventa porosa e quindi il capello perde forza ed è più facile a danneggiarsi e spezzarsi.
Sulla caduta dei capelli incidono, comunque, molte varianti:
- Lo stato di salute e l’alimentazione: diete dimagranti, stati febbrili, ma anche l’assunzione di farmaci possono essere nemici dei nostri capelli. La stessa cosa vale per un’alimentazione povera di ferro.
- Condizioni fisiologiche particolari: la menopausa, la gravidanza o l’allattamento possono peggiorare la situazione, a causa di importanti cambiamenti ormonali che il nostro corpo sta subendo. Questa particolare perdita ha un nome, la telogen effluvium.
- Danni di origine esterna: tutte le situazioni di infiammazione del cuoio capelluto (forfora o seborrea), così come trattamenti chimici, come permanenti, calore del phon o tinte sono altri fattori sfavorevoli.
Bisogna intervenire sulle varie fasi di produzione del capello da parte del follicolo: in una prima fase, che è quella della crescita, il capello inizia ad allungarsi di un cm al mese. Questa è la fase più lunga, che va dai 3 ai 7 anni. Poi inizia la fase di transizione, in cui la matrice interrompe la sua attività. E infine abbiamo la fase di riposo, che dura circa 3 mesi, e in cui il capello è ormai saldamente ancorato e pronto a cadere. Una normale caduta di capelli prevede la perdita di 10-50 capelli al giorno, perciò se rientrate in questa media, non c’è di che preoccuparsi!






