Il desiderio di ognuno di noi sarebbe dimagrire senza dover fare troppe rinunce e rimanere così con il sorriso stampato sulle labbra anche mentre si sta seguendo un regime dietetico ipocalorico. Quando si è a dieta è fondamentale porsi degli obiettivi realistici e non esagerare con i tagli alle calorie, almeno all’inizio. La dieta ideale dovrebbe aiutare a tornare in forma senza troppa fatica, concedendosi di tanto in tanto qualche gratificazione. La dieta dissociata è appunto tutto ciò: è una delle più datate e ne esistono numerose varianti, alcune più restrittive, altre meno. In linea generale, comunque, questo regime propone indicazioni molto semplici: durante i pasti vanno associati alimenti che richiedono processi digestivi simili, in modo da favorire il più possibile l’azione di degradazione degli enzimi nel tratto digerente.
La dieta distingue tre gruppi: quello proteico, che racchiude carni, salumi, pesce, uova, latte e derivati, legumi e soia; quello neutro, con verdure, grassi, semi oleosi, frutta secca e oli vegetali, ma anche erbe aromatiche e spezie; e infine, quello degli amidi, con tutti i derivati dei cereali, i prodotti da forno e le patate. Gli alimenti del primo gruppo si possono abbinare con gli alimenti neutri, ma non si possono combinare tra loro se hanno proteine di tipo diverso (ad esempio carne più pesce) e neppure col gruppo degli amidi. Gli alimenti neutri sono i più malleabili; si possono combinare facilmente tra loro e con qualsiasi gruppo. Gli alimenti del terzo gruppo si possono combinare tra loro e con quelli neutri, ma non con quelli proteici. Per tutti questi motivi la dieta dissociata è una dieta equilibrata, perché nell’arco della giornata fornisce all’organismo, in modo razionale, tutte le sostanze di cui ha bisogno e poi è molto più appagante rispetto ai regimi ipocalorici classici.






