Oggi cercherò di illustrarvi le principali differenze che esistono tra le varie formule farmaceutiche maggiormente utilizzate in ambito fitoterapico. Vi sarete chiesti qualche volta perché alcune piante medicinali si trovano solo sotto forma di opercoli ed altre solo in forma liquida, come gli estratti fluidi o i gemmo derivati. Adesso vi daremo alcune delucidazioni su questi punti.
1. CAPSULE: sono forme costituite da un rivestimento, di consistenza dura o molle, contenenti il principio attivo o il fitocomplesso ed eventuali eccipienti, in forma solida, semi-liquida o liquida. L’involucro esterno può essere costituito da lamine di pane azimo o da gelatina, rigida o molle. Le capsule si usano per racchiudere in genere droghe amare o con sapori sgradevoli, ma anche di difficile ingestione, come il carbone vegetale o il lievito.
2. OLELITI: qui il solvente in cui è dispersa o disciolta la forma farmaceutica è un olio. In genere si usano per sostanze liposolubili, come gli alcaloidi. In genere sotto questa forma si trovano prodotti che vengono utilizzati per instillazioni rinobalsamiche.
3. PASTIGLIE: sono preparazioni solide che vanno sciolte lentamente in bocca. Possono essere solide e rigide, sotto forma di tavolette o gommose con massa gelificata.
4. POLVERI: si ottengono per frantumazione e polverizzazione della droga secca. Si possono utilizzare per via topica o orale.
5. POMATA: ha consistenza semisolida e vengono utilizzate per via esterna. Possono essere adatte ad essere applicate sulla cute sana o malata o su alcune mucose per ottenere un’azione medicamentosa o protettiva.
6. SCIROPPI: forma farmaceutica liquida somministrabile per via orale. Vengono preparati o con miscele 1:3 di saccarosio in acqua o tramite soluzioni acquose edulcorate con dolcificanti sintetici o naturali.
7. TINTURE MADRE: sono macerazioni in alcol di droghe vegetali fresche o essiccate e ridotte in dimensioni tali per agevolare il contatto del solvente coi tessuti.






