La maggior parte dello iodio che assumiamo con l'alimentazione viene trasformato nel nostro organismo a ioduro e poi interviene attivamente a livello della tiroide, contribuendo a stabilizzare il metabolismo di ognuno di noi. Gli ormoni tiroidei che vengono prodotti e sono importanti per funzioni fisiologiche sono due: la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), che è l'ormone più abbondante e il più attivo. Oltre ad agire a livello metabolico, questi ormoni sono utili nel favorire la crescita e lo sviluppo, l'acutezza mentale e la trasformazione del carotene in vitamina A. Per tutti questi motivi, se il nostro organismo è in carenza di iodio, è molto importante ricorrere ad un'integrazione e gli oligoelementi possono tornarci utili in questo. In un adulto di peso medio è sufficiente, secondo il consiglio nazionale di ricerca, l'assunzione di un microgrammo di iodio per Kilogrammo di peso. Ma quali sono i sintomi che devono farci pensare che il nostro organismo vive un periodo, più o meno lungo, di carenza di iodio?
Bisogna prestare attenzione a queste situazioni: eccessiva irritabilità, tremori, nervosismo, aumento di peso, pur mangiando più o meno allo stesso modo e difficoltà mnemoniche e di apprendimento. In età adulta uno dei sintomi tipici è, poi, il gozzo, cioè l'ingrossamento della ghindola, con indurimento delle arterie ad essa connesse. Lo iodio è necessario per prevenire tale disfunzione del metabolismo. Il discorso fatto non sarà valido nelle donne in gravidanza, in cui un eccessivo consumo di iodio potrà causare nel neonato un ingrossamento della tiroide, ipotiroidismo o cretinismo, ma anche nanismo ed insufficienza mentale. Lo iodio presente nel latte materno può invece causare eritema cutanei e la soppressione della normale funzionalità tiroidea nel neonato.






