Il profumo non è più ormai un semplice accessorio, nè per gli uomini, nè tantomeno per le donne, ma è divenuto un vero e proprio status symbol ed è entrato a far parte del mondo delle emozioni, poichè in frado di svelare la personalità di chi lo "indossa". Per questo motivo gli esperti del settore si soffermano così approfonditamente sulle tendenze in atto. La parola d'ordine al giorno d'oggi è infatti sperimentazione. Abbiamo detto che il profumo scatena emozioni intense, sia in chi lo indossa, sia in chi lo avverte a volte e questo perchè va a stimolare un'area cerebrale particolare, localizzata a livello dell'ippocampo, sede della memoria olfattiva. Quest'ultima attiva il sistema endocrino, il quale, tramite dei mediatori chimici, tra cui soprattutto adrenalina ed endorfine, riproduce l'emozione o lo stato d'animo che il profumo riporta alla memoria. L'espressione di ogni profumo è comunque dovuta ad un processo che consiste di tre fasi, durante le quali si sprigionano sfumature diverse che compongono la fragranza nella sua totalità e sono definite note.
Abbiamo la nota di testa, rappresentata dalle essenze più volatili, che si percepiscono nei dieci minuti successivi all'applicazione del profumo. Sono spesso rappresentate da note esperidee, come arancio o agrumi in generale, o erbacee, tra cui lavanda, artemisia.
Poi ci sono le note di cuore, che sono il tema dominante della fragranza. Possono persistere anche per 4-6 ore e in genere sono note fiorite, tra cui ricordiamo il mughetto, il gelsomino, la rosa oppure speziate, come i chiodi di garofano e la cannella.
Infine, dulcis in fundo, abbiamo le note di fondo, che possono perdurare anche per alcuni giorni. Sono rappresentate dalle note legnose (sandalo, patchouli, vetiver), da quelle ambrate (ambra e muschio) o da quelle balsamiche, tra cui spicca la mirra.






