Le prime scollature iniziano a far capolino e non tutti sono convinti che una pelle color latte può essere sinonimo di bellezza. Anzi sono sempre in numero crescente i soggetti che fanno uso di prodotti autoabbronzanti per accellerare un po' i tempi della tintarella. Ma qual è la sostanza contenuta negli autoabbronzanti e capace di favorire la colorazione della pelle? Si chiama diidrossiacetone e ha per sigla DHA. La molecola è ottenuta dalla lavorazione dei semi di rapa e reagisce con le cellule più in superficie dell'epidermide, colorandole in maniera temporanea. In alcune formule più recenti ed innovative, l'azione colorante del DHA è potenziata da altre sostanze coloranti, in genere rappresentate da eritrulosio, derivante dalla troxerutina, flavonoide anch'esso di origine vegetale.
Un'altra sostanza stimolata dal DHA è l'allomelanina, un polimero simile alla melanina e tutti funzionano con lo stesso meccanismo d'azione. Solo in pochi prodotti, invece, si trova il mallo di noce, noto pigmento di origine vegetale estratto dai gusci della noce. Una delle maggiori novità in termini di autoabbronzanti è che si sono dimezzati i tempi d'azione; spesso è sufficinete solo un'ora per avere viso o corpo già scuriti. Se si vuole intensificare la tintarella, basta continuare con le applicazioni, che solitamente vanno ripetute ogni 3 giorni all'incirca. Il fatto che il colorito sia superficiale limita l'insorgenza di reazioni allergiche. In genere è consigliato eseguire uno scrub nelle zone più ruvide del corpo in cui poi si applicherà l'autoabbronzante, per eliminare le cellule morte ed ottenere un colorito più omogeneo in maniera più naturale possibile. Sono lontane oramai le formulazioni che macchiavano o coloravano solo a zone, per fortuna!






