Con l’arrivo della primavera, le giornate si allungano, il freddo umido invernale è un ricordo lontano e finalmente abbiamo l’occasione di trascorrere molto più tempo all’aperto. Soprattutto i bambini riscoprono la gioia di correre spensierati nei giardini pubblici o nei prati in campagna. Quante volte ci è capitato di assistere a corse forsennate interrotte da cadute e inevitabili pianti? Conseguenza di queste cadute sono le contusioni, tumefazioni doloranti che si presentano come macchie di colore nero-bluastro. Possiamo porre rimedio ai fastidiosissimi lividi dei nostri figli (ma anche ai nostri!) sfruttando i fiori che la natura fa sbocciare proprio in primavera, vediamo come:
· La Margheritina o Margherita di campo fiorisce in primavera, da marzo a giugno. Possiamo cogliere delle Margherite e dopo il rituale classico degli innamorati, pestarne i fiori da utilizzare per un cataplasma indicato contro le contusioni. Lo stesso procedimento possiamo metterlo in atto per i fiori dell’Arnica che sbocciano in giugno-luglio.
· La Primula è insieme alla Viola l’emblema della primavera tanto che in molti testi la troviamo indicata con il nome Primavera. Ciò che di questa pianta richiama la bella stagione sono i fiori; per i nostri scopi, però, dobbiamo utilizzare la radice che va raccolta in autunno, essiccata al sole in luogo ventilato e conservata in sacchetti di carta. Prepariamo un decotto di 10 g di radici ben essiccate in 100 ml di acqua per fare lavaggi o meglio ancora per impregnare compresse da applicare sulla zona interessata. Il decotto è indicato oltre che per le contusioni anche per i dolori articolari.
· I fiori della Viola mammola che sbocciano proprio in questo periodo (da febbraio a maggio) costituiscono un ottimo rimedio contro le contusioni. Possiamo applicare sulla zona interessata mediante una garza la polpa dei fiori cotta in acqua oppure applicare compresse imbevute in un decotto ottenuto con 5 g di fiori in 100 ml di acqua. Se vogliamo conservare i fiori dobbiamo essiccarli al buio, in un luogo caldo e arieggiato per poi conservarli in vasi di vetro lontano da fonti luminose.






