La calvizie, fortunatamente per noi donne, è un problema soprattutto maschile, che può ave delle cause svariate. Ci sono però dei sintomi ben precisi che, se interpretati correttamente, potrebbero aiutare a prevedere la situazione e a prevenire, di conseguenza, il problema. Uno dei primi sintomi può essere evidente già dall’adolescenza ed è rappresentato dalla debolezza del capello, quando cioè si presenta sottile e fragile, con la tendenza a cadere. Un altro fattore da considerare è, invece, il grado di untuosità del capello,perché un’eccessiva produzione di sebo non fa che strozzare il capello nel follicolo, arrestandone la crescita. Infine, come ultimo campanello d’allarme, consideriamo le stempiature, ce di solito si localizzano soprattutto nella zona della fronte. Se ci si trova di fronte a questi sintomi, l’ideale sarebbe consultare un dermatologo, che valuterà il livello di serietà del problema e ci consiglierà le cure giuste, per via locale o interna.
La caduta può essere reversibile, dovuta ad esempio allo stress, o irreversibile, nel caso della calvizie genetica. Passiamo ora alle varie cause che possono portare al problema della calvizie, che possono avere diverse origini:
1. Genetica: in genere la caduta, in questo caso, è irreversibile perché dovuta, appunto, a cause ereditarie. Il disturbo viene trasmesso dalla madre e può saltare delle generazioni.
2. Ormonale: è dovuta ad un eccesso di testosterone associato all’azione dell’enzima alfa-5-riduttasi, che porta allo sviluppo di diidrossitestosterone, che riduce la crescita del capello.
3. Vascolare: il sangue non arriva in modo corretto ai bulbi. Accade quando i vasi sanguigni della zona si restringono, come nel caso del’artrosi cervicale.
4. Alimentare: se la dieta è povera di ferro, la crescita bulbare diminuisce e si ha una intensa caduta di capelli che è in genere temporanea e reversibile.
5. Psicologica: dovuta allo stress, che può influire sulla salute del follicolo e provocare un’eccessiva caduta del capello.






