Chi ha i capelli grassi sa che è buona norma fare frequenti e accurati lavaggi e applicare prodotti sebo-regolatori spesso non molto convenienti in termini di prezzo. Allora perché non sfruttare le proprietà delle piante officinali, vediamo insieme quali possono fare al caso nostro:
- Frizioniamo i capelli frequentemente con del succo di Bardana, una pianta con proprietà depurative, diuretiche, antiseborroiche, antisettiche. Per ottenere il succo di Bardana utilizziamo le foglie fresche che vanno raccolte da maggio a luglio prima della fioritura, prestando attenzione a non tagliare il picciolo.
- L’Ortica ha proprietà depurative, diuretiche e normalizzanti del cuoio capelluto. Ottimi sono gli shampoo all’ortica reperibili in erboristeria ma anche al supermercato. Per frizionare i capelli grassi utilizziamo il decotto di Ortica (5 g in 100 ml di acqua). Ottimo sarebbe abbinare l’uso esterno della pianta con l’uso interno attraverso il succo ottenuto con le foglie fresche; si può consumare puro o diluito fino ad un massimo di 6/7 cucchiaini al giorno. Come droga possiamo usufruire di tutta la pianta ma più pratico è l’utilizzo delle foglie da raccogliere in primavera e fare essiccare all’ombra; conserviamola in sacchetti di tela o carta. L’Ortica è indicata anche per i problemi di forfora.
- Grazie all’alto potere astringente, l’infuso di Salcerella (4 g in 100 ml di acqua) è indicato per frizioni sui capelli grassi e con forfora. Le sommità fiorite ovvero la droga della pianta vanno raccolte durante la fioritura (da giugno ad agosto), essiccate a testa in giù in luogo aerato e ombreggiato per poi essere conservate in sacchetti di tela o carta.
- La Capelvenere è indicata per contrastare la formazione della forfora ed efficacissima per sgrassare i capelli. Prepariamo un decotto con 10 g di fronde in 100 ml di acqua con cui fare frequenti frizioni sul cuoio capelluto. Le fronde della Capelvenere vanno raccolte da giugno a luglio tagliandole alla base del picciolo ed essiccate in mazzetti in luogo ventilato e rigorosamente all’ombra. La Capelvenere va conservata in vasi di vetro lontano da fonti luminose.






