Il disturbo della secchezza degli occhi riguarda il 20% della popolazione mondiale, con picchi più elevati nella popolazione femminile. Il nome scientifico del disturbo è disfunzione lacrimale, o sindrome dell’occhio secco e coinvolge sia la quantità che la qualità della distribuzione delle lacrime, interessando tutta la superficie dell’occhio. E’ una delle malattie che più colpisce l’occhio e le lacrime possono risultare totalmente assenti, scarseggiare o non poter assolvere alla loro funzione per vari problemi di malfunzionamento. Di conseguenza, la superficie oculare può andare incontro a infiammazioni e secchezza. In genere si riconoscono due tipologie di disfunzione lacrimale: quella provocata da una diminuita produzione di lacrime, detta iposecretiva, ed un’altra legata all’aumentata perdita di liquido del film lacrimale, in seguito ad evaporazione, detta iperevaporativa.
In base alle caratteristiche del disturbo ed anche a quelle della persona, alla presenza congiunta di altre malattie e all’entità dei sintomi, si può scegliere la cura più adatta:
· Lacrime artificiali: si tratta di sostituti lacrimali, cioè delle cosiddette lacrime artificiali, che lubrificano l’occhio e stabilizzano il film lacrimale. Vanno somministrate più volte al giorno e in commercio se ne trovano sotto forma di varie formulazioni, in colliri, pomate e gel. Per la scelta ci si può rivolgere ad un oftalmologo, che sicuramente ce le sconsiglierà se i sintomi sono già presenti ed avanzati.
· Cure antinfiammatorie: vanno utilizzate per casi più gravi e si usano in genere dei cortisonici tradizionali, in genere sotto forma di collirio. Vanno usati per brevi cicli di cura, con posologia di 1 volta al giorno, per 5 giorni, ogni mese.
· In questi casi, purtroppo, le cure naturali possono fare poco. Vi consiglio comunque degli impacchi con garze sterili inzuppate in decotti di amamelide e camomilla, almeno per alleviare leggermente lo stato infiammatorio. Ma nelle fasi più avanzate, meglio rivolgersi al vostro erborista di fiducia.






