Cos’è l’orzaiolo? E’ una piccola ma fastidiosa infezione ad opera di batteri del genere Stafilococcus, che interessa una particolare zona dell’occhio, le ghiandole di Zeiss, collocate alla base delle ciglia. Si manifesta come un piccolo foruncolo infiammato, che man mano cresce sempre più, fino poi al riempirsi anche di pus. Il disturbo, sebbene appaia di lieve entità, può essere molto fastidioso e portare a rigonfiamento delle palpebre. Il rigonfiamento scompare una volta che il piccolo puntino bianco che si viene a formare al centro dell’orzaiolo stesso, si rompe spontaneamente.
· L’orzaiolo rappresenta comunque un abbassamento delle difese del nostro organismo; innanzitutto bisogna procedere con una depurazione epatica, l’organo dal quale nascono i nostri meccanismi di difesa e protezione. Quindi via libera a bardana e tarassaco, sotto forma di decotto o di tintura madre.
· Se si vuole agire proprio sulla zona e cercare di debellare in qualche modo i batteri, usiamo degli impacchi a base di calendula; 15 gocce di macerato glicerinato da diluire in due dita di acqua calda. Usate dei bastoncini di cotone e tamponate con dolcezza l’orzaiolo, cercando di non fare entrare il liquido nella zona interna dell’occhio.
· Per far “maturare” e quindi guarire l’orzaiolo, è ottima una ricetta tipica della medicina popolare: in un cucchiaino miscelare dell’acqua tiepida fatta bollire e olio extravergine d’oliva in parti uguali. Imbeveteci il solito bastoncino di cotone e ungete la zona. Poi chiudete le palpebre e fate riposare per qualche minuto.
· Per qualche settimana è anche meglio evitare i cibi che sovraccaricano fegato ed intestino. Inserite nella dieta cibi ricchi di vitamine C, A ed E e di rutina, come tanti agrumi. Evitate invece spezie, insaccati, pomodori, melanzane e peperoni.






