Le gengiviti, ovvero le infiammazioni dei tessuti gengivali, sono un fastidio molto comune, caratterizzate da gonfiori, arrossamento, prurito e dolore. Tutti questi sintomi persistono finché non viene rimossa la causa che ha scatenato il processo infiammatorio; in genere la causa scatenante è dovuta alla presenza di batteri, responsabili della formazione di placa e tartaro, che favoriscono la crescita di ulteriori microrganismo estranei, tra cui soprattutto streptococchi ed actinomiceti. Il nostro organismo può avere tempi di risposta differenti in base al soggetto e alla virulenza del batterio, ma noi possiamo facilmente difenderci grazie all’aiuto delle piante officinali. Vediamo quali sono le più adatte:
- L’echinacea è utile a fermare i batteri proliferanti, poiché ricca di tannini e vitamina C. Sono sufficienti 30 gocce in poca acqua da bere 3 volte al giorno o utilizzare come sciacqui.
- Anche la bardana può essere utile come colluttorio antibatterico; 20 gocce 3 volte al giorno in poca acqua.
- Per lenire l’infiammazione, invece, si può ricorrere alla calendula; 15-20 gocce da utilizzare sempre come colluttorio, quindi da diluire in acqua e assumere per sciacqui.
- Se la gengiva sanguina, è ottima l’amamelide, pianta ricca in flavonoidi, che rafforzano le pareti dei vasi sanguigni. Si usa in decotto, con cui fare degli sciacqui, per 2-3 volte al giorno.
- Infine per rimarginare bolle e ferite, usiamo il sangue di drago, una resina estratta dalla corteccia di una pianta amazzonica, dall’elevato potere cicatrizzante.
La gengivite, se non viene curata bene, può evolversi in un disturbo più serio, la parodontite, che è un’infiammazione più estesa. In questo caso bisogna rivolgersi al proprio dentista perché potrebbe esserci l’ingresso di microrganismi al di sotto della linea delle gengive e ciò potrebbe provocare la perdita dell’osso e la caduta dei denti. Tuttavia, se si interviene per tempo, ai primi segni d’infiammazione, non si dovrebbe incappare in tali problemi.






