Le piretrine naturali sono la piretrina I e II, la cinerina I e II e la jasmolina I e II, ma a partire dagli anni '60 si è sviluppata la produzione di una serie di derivati semisintetici detti piretroidi.
Tutti questi composti esplicano un'azione insetticida (soprattutto la piretrina I ) e la polvere insetticida, ottenuta dai capolini polverizzati ed essiccati dei fiori, prende comunemente il nome di piretro. Il piretro è attivo nei confronti di molti insetti tra i quali gli afidi, gli acari, le cimici, i Lepidotteri, i Coleotteri e anche nei confronti di zanzare, mosche e tarme.
A causa della limitata persistenza e della rapida degradazione delle piretrine per ossidazione a contatto con l'aria e con la luce, spesso le formulazioni disponibili in commercio sono addizionate con sinergizzanti e stabilizzanti che ne aumentano l'efficacia e la persistenza.
Le piretrine agiscono prevalentemente per contatto o per ingestione a livello del sistema nervoso degli insetti determinandone mancanza di coordinazione dei movimenti e paralisi. La tossicità è comunque bassa e quindi l'effetto può essere di breve durata in quanto il principio attivo viene metabolizzato. Per impedire tale metabolizzazione si addiziona un sinergizzante che avrà il compito di bloccare il sistema di detossificazione delle piretrine presente nell'insetto.
I composti a base di piretrine sono utilizzati sia in campo domestico, poiché mostrano, alle dosi adeguate, una bassissima tossicità nei confronti degli uomini e degli animali a sangue caldo, contro zanzare e mosche, sia in campo agricolo contro gli insetti sopra citati. Tuttavia, poiché il piretro può essere dannoso anche per insetti utili, quali vespe, api, farfalle e coccinelle, si consiglia di utilizzarlo la sera e di non usarlo nel periodo di piena apertura dei fiori. L'intervallo di sicurezza dopo l'utilizzo è di 2 giorni.






