Dal legno di questi alberi vengono estratti principi attivi, chiamati quassine, attivi contro afidi, cocciniglie, tentredini e tisanotteri.
Il legno di questi alberi è venduto sotto forma di segatura, di polvere micronizzata o di piccoli pezzi cilindrici, è inodore, ma possiede un sapore estremamente amaro.
Per estrarre i principi attivi dal legno si lascia la segatura a macerare per 24 ore in acqua e poi si porta ad ebollizione a fuoco moderato per 1 ora; se il legno si presenta sotto forma di polvere micronizzata l'estrazione avviene solo mediante macerazione per 1 o 2 giorni.
Per migliorare l'adesività, la persistenza e l'efficacia del prodotto può essere aggiunto alla preparazione sapone di Marsiglia neutro oppure olio di lino.
Le quassine agiscono, similarmente alle piretrine, sul sistema nervoso degli insetti parassiti mediante inalazione o ingestione, provocando un progressivo rallentamento delle attività fino alla paralisi. La tossicità delle quassine, però, è meno elevata rispetto a quella del piretro, infatti, oltre ad essere innocuo per gli animali a sangue caldo e quindi per gli uomini, le quassine risultano innocue anche verso le api, le coccinelle e gli insetti utili, è quindi possibile utilizzare prodotti a base di quassine anche durante il periodo della fioritura.
Bisogna invece evitarne l'utilizzo su specie con frutti o foglie eduli in epoca vicina alla raccolta, infatti la caratteristica principale delle quassine è proprio l'elevata amarezza che renderebbe le foglie e i frutti inappetibili.




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