Gli antichi Egizi definivano l’aloe la “pianta dell’immortalità”, mentre i Templari “guaritrice silenziosa”; secondo me definizioni più azzeccate non potevano essere date. La pianta dell’aloe è conosciuta e sfruttata da tempi antichi e presente in natura con oltre 350 varietà. Tra tutte la più nota ai più ed anche la più considerata da un punto di vista terapeutico è l’Aloe barbadensis Miller, nota anche col nome comune di Aloe vera. Dalle foglie di questa meravigliosa pianta si estrae un derivato depurativo, rinforzante delle difese naturali dell’organismo e disintossicante, utile davvero per tutti. Il succo d’aloe contiene circa 75 composti funzionali per l’equilibrio e il benessere del corpo. Tra queste ricordiamo la vitamina A, C ed E, oltre a quelle del gruppo B; minerali, tra cui calcio, fosforo, zinco e potassio; enzimi ed amminoacidi.
Il succo d’aloe può essere utilizzato per migliorare lo stato di salute generale, per aumentare le difese e disintossicare l’apparato digerente, circolatorio e cellulare. Se viene utilizzato con costanza e per periodi di tempo abbastanza prolungati, vanta effetti benefici anche contro molte malattie croniche. Attualmente sul mercato di trovano diversi preparati a base di aloe vera al 100%, ottenute dal coltivazioni di Aloe barbadensis accuratamente selezionata e senza l’impiego di pesticidi. Bisogna fare molta attenzione ai vari prodotti che ci sono in giro, perché per ottenere aloe vera al 100% il coltivatore e le aziende di trasformazione dovrebbero eseguire tutta una serie di passaggi, che spesso vengono saltati. La selezione, la raccolta e la decorticazione delle foglie d’aloe, ad esempio, va fatta a mano; deve avvenire a freddo (non deve essere utilizzato calore) e non deve prevedere la pastorizzazione del succo, in modo da salvaguardare al massimo i principi attivi contenuti nelle foglie.






