Quando si parla di psillio, ci si riferisce ai semi e alla cuticola dei semi di alcune specie di Plantago. E' una pianta piccola, erbacea e molto diffusa in Europa ed Asia. I semi hanno una superficie liscissima, quasi da apparire vellutati; la loro cuticola, una volta trasformata in polvere, presenta cellule mucillaginose e si rigonfiano a contatto con l'acqua. Oltre alle mucillagini lo psillio contiene terpeni, lipidi ed iridoidi, ma solo le mucillagini a fare da padrone, con l'85% rappresentato da D-xilosio. Contengono anche molti polisaccaridi, di cui la maggior parte insolubili e sono anche questi che formano un gel nel lume intestinale. Lo psillio viene infatti classificato come fibra mucillaginosa, per la sua dote innata nel formare un gel a contatto con l'acqua. Infatti, viene utilizzato come regolatore del transito intestinale, in quanto aumenta il volume delle feci. Il suo effetto lassativo dipende dalla sua capacità di richiamare acqua nel lume del colon e di gonfiare la massa fecale. E' quindi un lassativo di massa, che rende le feci morbide, stimola la peristalsi e favorisce l'evacuazione.
Una volta somministrato per via orale, viene solo parzialmente digerito nell'intestino tenue, mentre nel colon subisce una fermentazione che porta all'aumento della massa fecale. Viene definito regolatore intestinale perchè può essere usato sia contro la stipsi, assunto con tanta acqua, che nei casi di diarrea, perchè ritarda il transito quando è di breve durata e sequestra il liquido che è abbondantemente presente nel lume dell'intestino, aumentando la viscosità delle feci e la consistenza. Lo psillio è privo di tossicità. Solo se utilizzato per periodi molto lunghi e a dosi superiori a quelle consigliate, può provocare flatulenza e sensazione di gonfiore addominale. Solo in rarissimi casi ha causato reazioni alergiche, tra cui sintomi asmatici. E' controindicato, invece, in pazienti con ostruzione intestinale e colon irritabile.






