La sindrome del colon irritabile è una delle malattie del tratto gastro-intestinale più diffuse in assoluto, tanto che rappresenta quasi il 50% di tutte le consulenze mediche richieste. L'eziologia della malattia esclude quasi sempre qualsiasi componente di natura infettiva, o comunque infiammatoria, anche se spesso la malattia è chiamata con termini non appropriati, quali colite mucosa o colite spastica. La sintomatologia prevede invece spesso dolori addominali crampiformi, associati ad episodi di stitichezza, o ancora periodi di stipsi intervallati a periodi di diarrea, oppure infine diarrea, ma senza crampi addominali. I sintomi sono quindi vari e questo ci deve far capire la natura funzionale della malattia: meteorismo, muco nelle feci, ed astenia. Alla base di tutto ciò, troviamo una sindrome di nevrosi ansioso-depressiva, più o meno latente. Per curarla, bisogna fare innanzitutto molta attenzione all'alimentazione, evitando tutti i cibi verso i quali ci si ritiene realmente intolleranti; seguire un'alimentazione quanto più equilibrata e varia; cercare di evitare i lassativi, che danno un sollievo solo momentaneo.
Per aiutarci nella defecazione, possiamo al massimo utilizzare l'inulina della cicoria o il tarassaco, piante depurative del fegato; oppure le mucillagini dell'altea, e al massimo del rabarbaro. Se il vostro problema principale è invece la dissenteria, utilizzate sostanze ad azione adsorbente, come il carbone vegetale o il glucomannano. Per i crampi all'addome, vanno bene due piante dall'azione spasmolitica, quali la menta e la passiflora. Questa possono essere associate ad esempio al marrubio d'acqua o alla melissa, altre piante con proprietà analoghe. Se la patologia vi porta stati di agitazione, nervosismo o insonnia, sì a valeriana ed iperico.






