Con il termine di stipsi o stitichezza s’intendono due tipi di disturbi: si parla di stipsi da rallentamento del transito, quando si va in bagno poco frequentemente (tipo 2-3 volte alla settimana), mentre parliamo di stipsi da difficoltà di espulsione quando si avverte comunque lo stimolo, ma si hanno difficoltà ad espellere le feci. In entrambi i casi, un soggetto può essere definito stitico, solo quando il problema si protrae per più di tre mesi di seguito. Ecco alcuni consigli utili da seguire nel caso vi trovaste in una delle due situazioni appena descritte:
2. Aumentate la vostra attività fisica: basta una passeggiata veloce di mezz’ora due-tre volte alla settimana, dei giri in bici o iscriversi ad un corso in palestra. In questo modo aumentate il vostro metabolismo.
3. Attenti alle cure fai da te: spesso si pensa che assumere dei farmaci o anche delle erbe dall’azione lassativa, giovi al problema. Invece, succede l’esatto contrario, perché il vostro organismo si abitua così ad andare in bagno, solo se “guidato” da questi aiutini e, una volta smessa la cura, vi ritrovate al punto di partenza, se non peggio. Invece dei lassativi, come senna, frangula o aloe, che vanno bene solo se presi occasionalmente, preferite i fermenti lattici o dei regolatori del transito intestinale, in genere a base di fichi, prugne o fibre.
4. In bagno cercate di rilassarvi, prendendovi tutto il tempo che vi serve; gli inglesi hanno addirittura dato un nome a questa forma di rilassamento, la “toilet training”, una sorta di meditazione per un uso migliore della toilette.
5. Se, nonostante tutti questi accorgimenti, notate che il problema non migliora, rivolgetevi al vostro medico e chiedete di poter effettuare degli esami di approfondimento, come la risonanza magnetica pelvica o la cinedefecografia.






