L' insonnia infantile può essere in qualche modo paragonata all'insonnia dell'adulto, quindi a quella difficoltà nel prendere o nel mantenere il sonno. Il problema può e deve essere considerato grave in base all'intensità, alla durata e alla cronicità del disturbo. Possiamo classifiare questo tipo di problema in due situazioni distinte: riconosciamo un'insonnia pediatrica primaria ed una secondaria.
L' insonnia secondaria è, invece, legata a problematiche organiche o psichiatriche, quindi a fattori famigliari ed ambientali. Il bambino non riesce ad addormentarsi facilmente neanche se va a letto sempre alla stessa ora, o se i genitori gli permettono di dormire con loro per tranquillizzarlo. In genere si tratta di bambini particolarmente emotivi o di soggetti che vivono o hanno vissuto particolari situazioni di stress acuto, lutti, trasferimenti, e situazioni di questo tipo. Questo tipo di disturbo è definito come insonnia del bambino da problemi comportamentali. I sintomi sono il continuo risveglio durante la notte, accompagnato da incubi, e il fatto di risvegliarsi troppo presto al mattino.
In entrambi i casi i ritmi e la qualità, più che la quantità, del sonno del bambino andrebbero analizzati con attenzione; occorre percepire se si tratta di enfatizzazione di problemi fisiologici o di veri e propri disturbi che incidono negativamente sui ritmi del sonno del bimbo. Riconoscere questi sintomi e cause può, infatti, permettere di dare un aiuto concreto prima che il disturbo diventi cronico.






