L'iperico è una pianta appartenente alla famiglia delle Guttiferae, molto diffuse nelle nostre campagne ed in medicina popolare è noto anche col nome di erba di San Giovanni. La droga dell'iperico è costituita dalle sommità fiorite, che contengono ipericina, flavonoidi, olio essenziale, tannini ed iperforina. Il meccanismo d'azione del fitocomplesso dell'iperico è molto complesso: promuove sicuramente un'ottima inibizione sia della MAO-A (monoammino ossidasi) che della COMT (catecol ossigeno metil transgerasi); inibisce la ricaptazione di serotonina, noradrenalina e GABA, rendendoli quindi più disponibile a livello dei terminali sinaptici. Grazie a ciò, provoca anche una maggiore secrezione notturna di melatonina. Recentemente è stato dimostrato che non è la singola ipericina ad essere la maggiore responsabile dell'effetto terapeutico dell'iperico, bensì l'intero fitocomplesso. L'iperico resta ancora oggi la pianta d'elezione nella cura degli stati depressivi, senza però essere caratterizzato dai tipici effetti collaterali degli antidepressivi triciclici sintetici.
Nel trattamento delle sindromi depressive di lieve e media entità ha addirittura effetti equiparabili all'imipramina, ma con una tollerabilità minore. Nel caso di depressione severa, è sufficiente aumentare il dosaggio. L'iperico si è anche dimostrato efficace nei disturbi affettivi stagionali, tipici dell'autunno e dell'inverno, così come nella cura della depressione dei soggetti più anziani. Per quanto riguarda la posologia, vengono indicati estratti standardizzati di ipericina, iperforina e flavonoidi e il dosaggio è pari a 500-900 mg al giorno. Gli effetti sul tono dell'umore compaiono dopo 10-15 giorni di terapia. Naturalmente non va associato a farmaci di sintesi dallo stesso effetto terapeutico, come appunto, gli antidepressivi triciclici. L'utilizzo di iperico per tempi prolungati può provocare interferenze lievi con alcuni farmaci, quali teofillina, indinavir (farmaco anti- AIDS) e soprattutto con la ciclosporina.






