A lanciare la notizia è la prestigiosa British Dietetic Association: il cibo salutare può diventare un'ossessione, una vera e propria patologia, nota con il nome di ortoressia nervosa. L'ortoressia nervosa è quindi catalogata come disturbo alimentare. L'ortoressia colpisce per lo più chi ha superato i 30 anni e possiede un buon livello culturale. Se l'anoressia e la bulimia provocano disturbi anche gravi a livello fisico, l'ortoressia non crea direttamente alcun sintomo. Indirettamente, però, l'ossessione per il cibo salutare che porta a escludere gradualmente tutti i cibi ritenuti nemici, ingenera ansia, panico e di conseguenza una serie di disturbi psicosomatici.
Quando si sceglie di seguire una dieta salutare oppure vegetariana o vegana, si deve affrontare questo nuovo percorso di vita con equilibrio e solo se realmente ci si sente pronti ad affrontarlo con serenità. Il cibo deve aiutarci a vivere meglio e non diventare una costrizione, una punizione, uno strumento per colpevolizzarci.
Concludo l'articolo ricordando la vicenda che vide coinvolta una coppia di vegani Jade Sanders e Lamont Thomas nel 2004 ad Atlanta. I due sono stati condannati all'ergastolo per aver ridotto il figlioletto di pochi mesi prima a uno scheletro vivente e in breve tempo a un cadavere. Quando arrivò all'ospedale il piccolo pesava soltanto 1.6 chili. La dieta vegana è molto rigida in quanto esclude l' uso di qualsiasi prodotto animale (carne, pesce, latticini e uova) ma un adulto può tranquillamente affrontarla a patto appunto che non sfoci in ossessione, in patologia, in ortorossia. A un bambino, invece, non dovrebbe mai essere prescritta, anche perché una simile scelta dovrebbe strettamente personale. Purtroppo l'ortorossia crea una sensazione di invincibilità e superiorità che può ingenerare anche comportamenti estremi come quello dei due genitori statunitensi.
Ben venga il cibo sano quindi ma che non diventi ossessione.






