Teresa Tranfaglia vive a Salerno dove ha conseguito la laurea in Pedagogia ed un secondo titolo accademico in vigilanza scolastica. Negli anni ha sviluppato una notevole esperienza nel campo della cucina naturale, macrobiotica, kousminiana, ortomolecolare e omeopatica e nell’alimentazione naturale per intolleranti.
Collabora con il portale www.autismoparliamone.org e con il periodico “Il consapevole” per i quali si occupa di intolleranze alimentari e attraverso i quali offre il suo contributo alle persone con sindrome autistica che seguono una dieta priva di glutine e caseina. Infatti, in base alla sua esperienza personale e ad un profondo percorso di ricerca, mette in relazione un miglioramento nel trattamento dell’autismo con una dieta naturale e macrobiotica.Presidente dell’ADOM, una piccola associazione che si occupa degli allergici e/o intossicati da metalli pesanti odontoiatrici quali mercurio, palladio, nichel ed alluminio.Ha pubblicato per Macro Edizioni i seguenti libri: “Celiachia, intolleranze, allergie alimentari” Cesena – 2003; “Golosità senza glutine” Cesena – 2008 e “Golosità senza latticini” Cesena – gennaio 2009.
Grazie all’intervista che Teresa Tranfaglia ci ha gentilmente concesso possiamo approfondire l’importanza di una dieta naturale e dell’utilizzo di cereali integrali nella nostra dieta e anche in quella del soggetto celiaco.
1)Spesso la dieta del celiaco è carente in fibre, infatti il soggetto celiaco tende a fare di “tutti cereali un fascio” e dunque a non considerare la possibilità di inserirne il consumo nella dieta. Quali sono i cereali adatti a chi è affetto da intolleranza al glutine?
Da anni consiglio al celiaco di dirigersi verso un’alimentazione di tipo biologico, integrale e, ovviamente, senza glutine. I cereali permessi al celiaco sono i seguenti:riso integrale, miglio, mais (non OGM), grano saraceno, quinoa e amaranto. Questi due ultimi sono elementi eccezionali senza glutine che fungono da cereali pur essendo semi ed assicurano un considerevole apporto sia proteico che minerale.
2)Perché è preferibile mangiare i cereali integrali in chicchi?
Perché proprio nel chicco integrale, cioè quello che conserva intatte tutte le peculiarità di “Madre Natura”, troviamo le informazioni che generano la vita. Infatti, se piantiamo nel terreno un chicco integrale nascerà una piantina.
3)Può darci alcuni consigli e accorgimenti per inserire il loro consumo nella dieta, anche del soggetto celiaco?
I cereali integrali in chicchi senza glutine possono felicemente sostituire la gamma di prodotti farmaceutici verso cui il celiaco solitamente tende. Sia il riso integrale che il miglio e gli altri cereali permessi, consentono la preparazione di una miriade di ricette gustose, sane, ricche di minerali e vitamine. Nei libri che ho pubblicato fino a oggi dimostro che con tali cereali naturali e integrali si riesce a preparare un ventaglio incredibile di pietanze che spaziano dagli antipasti ai dessert. Le 800 ricette di “Celiachia, Intolleranze, Allergie alimentari” Cesena 2003 – Macro Ed. - e quelle inserite in “Golosità senza glutine” – Cesena 2008 – Macro Ed. – testimoniano tale possibilità.
4)Il pregio del consumo dei cereali integrali è uno dei punti cardine del metodo Kousmine, vogliamo spiegare ai nostri lettori, in breve, in cosa consiste e a chi si rivolge il metodo Kousmine?
Il metodo Kousmine si rivolge a chiunque voglia migliorare o mantenere inalterata la propria salute e in particolare a coloro che hanno patologie associate a deficit metabolici, a disordini immunitari e a stati infiammatori . La dottoressa Kousmine opera un’attenta analisi dei cereali. Nel suo libro Salvate il vostro corpo! (Tecniche Nuove, 1992), scrive: «Il germe e il guscio sono ricchi di sostanze minerali, elementi indispensabili alla vita (come il manganese, il cobalto, il rame, lo zinco, il cromo, il selenio), di enzimi e di vitamine. Il germe contiene le vitamine A ed E; il guscio le vitamine B, di cui rappresenta una delle più importanti fonti alimentari.Le varie parti che compongono il seme contengono gli oli e la vitamina F. il corpo centrale del chicco è composto essenzialmente di amido: nella produzione della farina bianca (destinata alla panificazione o alla realizzazione di paste) i germi e gli strati esterni del seme vengono separati dal corpo centrale. L’uomo tiene per se soltanto la parte ricca di amido, mentre il 70% circa delle preziose sostanze contenute nei cereali non vengono utilizzate e si perdono.La farina bianca è perciò un alimento privo di sostanze vitali, il che spiega come mai non attrae i predatori, i quali per istinto sanno quali sono le sostanze idonee alla loro sopravvivenza; non reputandola commestibile, ne stanno alla larga».
5)L’eccessivo utilizzo dei prodotti in commercio composti da ingredienti eccessivamente raffinati può essere la causa di un aumento dell’insorgenza di intolleranze alimentari?
Senza dubbio i prodotti industriali superraffinati costituiscono per molte persone un’insidia per la salute, quindi potrebbero essere la causa anche di svariate intolleranze. Secondo i principi della macrobiotica e secondo i principi kousminiani tali prodotti risultano di bassa qualità poiché poveri di vitamine e di oli preziosi all’organismo umano. Ecco un esempio. Perdita degli elementi del chicco di riso integrale una volta liberato dalla parte esterna: Tiamina 97%; vitamina B6 94%; niacina 88%; cromo 87%; magnesio 80%; potassio 77%; zinco 72%; acidi grassi essenziali 70%; fibra 70%; riboflavina 68%; calcio 60%; acido pantotenico 57%; proteine 27%. (Tabella riportata in “Il potere curativo dei cibi “di Michael Murray - Red Edizioni, 1996).
6)Dalle pubblicità e dai nuovi prodotti che troviamo sugli scaffali dei supermercati si avverte una lieve inversione di rotta in favore di un utilizzo più ricco e vario di alimenti e di un ritorno ad un consumo di cibi meno raffinati e additivati. A suo giudizio il cambiamento è reale o è solo una scelta di marketing?
Come è noto il marketing è sempre guidato da una domanda in crescita, quindi le industrie rispondono alle esigenze di molte persone con intolleranze al glutine, al frumento, al latte animale e derivati. ecc. Credo che qualche cosa stia cambiando, ritengo comunque che sta all’intelligenza e alla saggezza dell’uomo del terzo millennio sfidare la “confusione”, riuscire a chiarirsi le idee per raggiungere le informazioni del campo alimentare naturale e biologico; informazioni che possono condurre l’uomo a scelte sane e adeguate al suo sereno percorso biologico.
7)Tale inversione di rotta potrebbe, in un quadro più ampio, aiutare a riconsiderare e a favorire la biodiversità e dunque il consumo di un numero molto più ampio di alimenti e di tipicità contrariamente a quanto è avvenuto nei decenni passati con il monopolio del grano tenero e la pericolosa relegazione nel dimenticatoio di tanti altri cereali e vegetali?
L’uomo occidentale si sta rendendo conto che non è più concepibile vivere prevalentemente di un solo cereale: il grano. Esso è stato fortemente preso d’assalto dalle popolazioni industrializzate. E’ da precisare, inoltre, che proprio il grano ha ricevuto irradiazioni già negli anni ’50 dello scorso secolo. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, il 70% del grano duro prodotto in Italia viene irradiato con neutroni veloci, raggi gamma e raggi “X” al fine di aumentare la dimensione dei chicchi e potenziarne la resistenza alla cottura. Le irradiazioni hanno procurato una limitata crescita del fusto e una modifica del chicco. (Prof. L. Pecchiai). Parrebbe che, proprio in quegli anni si annoverino i primi casi di malattia celiaca. Mi auguro che una positiva e corretta informazione possa portare l’uomo di oggi a scelte consapevoli e benefiche come alimentarsi con cereali incontaminati, integrali e in chicchi.






