Simona Neri opera come musicoterapeuta a Rimini e Riccione. Ha frequentato il corso quadriennale di musicoterapia presso il C.E.P. ( centro di educazione permanente) sez. Musica, Procivitate Cristiana nella Cittadella d'Assisi discutendo la tesi dal titolo "Musicoterapia e Paralisi Cerebrale Infantile" con la dott.ssa Giuliana Boccardi con votazione 110 e lode nel luglio 2001. Ha studiato pianoforte con il M° Fabio Ferrucci, in qualità di privatista, presso il conservatorio di Rovigo. Ha sostenuto con il M° G. Piastrelloni il 4° anno di composizione. Ha studiato violino con il M° Paolo Mora. E' docente di musicoterapia presso la Scuola Comunale di Educazione Musicale " Vassura-Baroncini" di Imola dal gennaio 2002. Collabora dall’a.s. 2003/2004 con l’Istituto comprensivo n.5, Sante Zennaro, dove segue tutte le classi dall'Asilo alle scuole medie inferiori e i bambini con handicap, in qualità di esperto in musicoterapia. Da gennaio 2004 è responsabile alla realizzazione del progetto "ALI BLU" dell'Istituto Musicale di Riccione. Ha preso parte a diversi lavori e convegni sull’argomento e collabora con alcuni colleghi che operano nella neuropsichiatria italiana per la ricerca dell’uso della musicoterapia nella paralisi cerebrale infintile dall’età neonatale all’età evolutiva.
Grazie al suo aiuto cercheremo di comprendere meglio la musicoterapia e i suoi utilizzi.
1. Cos’è la musicoterapia?
Dare una risposta a cos’è la musicoterapia oggi non è semplice, anche perché si rischierebbe di non rispondere totalmente o di rispondere anche più del necessario; si può invece dire che esistono diverse musicoterapie messe in atto in maniera diversa a seconda del metodo e degli obiettivi preposti. Movente comune per la musicoterapia è la centralità posta nell’ascolto dell’altro e nell’accoglienza attraverso un dialogo sonoro che si presuppone venga fatto attraverso le musiche adatte che in quell’ambiente (setting) trovano la valenza terapeutica, ovvero quelle musiche che aiutino i partecipanti ad interagire. Per voler dare una definizione clinica mi atterrò a quella della scuola a cui appartengo che è quella di Assisi dove definisce “La musicoterapia è una disciplina e una pratica rivolta a riattivare e mantenere il processo interattivo, ridotto o interrotto, mediante l’adozione del linguaggio sonoro musicale”. (ndr solo in Italia ci sono più di 5 pensieri diversi per non parlare delle scuole europee e quelle oltre oceano che da trent’anni fanno scuola).
2. A chi si rivolge?
La musicoterapia si rivolge a tutti quei soggetti che per qualche motivo non riescono a comunicare se stessi nella maniera migliore o in alcuni casi sono addirittura impossibilitati. Basandosi sulle tecniche della classica psicoterapia abbinata alle nuove tecniche, che in se porta questa terapia, la musicoterapia è per lo più rivolta a soggetti disabili con handicap tra il grave e il gravissimo, ma diventa molto utile, per la sua componente basata sull’ascolto, sull’accoglienza e nella creazione del particolarissimo rapporto di fiducia persona/terapeuta, anche in tutte quelle patologie, caratteristiche di questo secolo, come la schizofrenia, sempre più crescente nei giovani, la depressione e tutte le forme dei disturbi del tono dell’umore.
3. Che differenza c’è tra musicoterapia recettiva e musicoterapia attiva?
Su questa domanda ti dovrei scrivere un trattato, ma per essere brevi possiamo riassumere dicendo che la musicoterapia attiva è quando paziente e terapeuta collaborano attivamente alla costruzione di un rapporto e di un dialogo attivo e continuo di seduta in seduta attraverso uno strumentario sonoro, anche se come ogni terapia, anche questa prevede tempi di attesa e di rispetto del paziente, si basa sull’improvvisazione musicale. Adatto soprattutto ai pazienti in età evolutiva, pazienti regrediti o non evoluti, privi di adeguate competenze simboliche e verbali caratterizzate da difficoltà e disagio nei processi espressivi-comunicativi-relazionali, prevalenza della dimensione corporea a quella mentale.
La musicoterapia ricettiva si configura come una sorta di “educazione” all’ascolto…metaforicamente lo sviluppo della capacità di ascoltare rimanda alla maturazione della disponibilità di ascoltare il proprio e l’altrui mondo interno, l’ascolto è guidato da criteri semplici, è rivolto per lo più a pazienti caratterizzati da problematiche relative all’isolamento, al ritiro e soggetti sofferenti per forti problematiche narcisistiche associate a difficoltà e carenze nei processi di mentalizzazione e di espressione simbolica.
4. Si sta diffondendo la domanda di interventi di musicoterapia nel trattamento di casi di autismo, psicosi infantile e ritardo psicomotorio. Come agisce e quali benefici dà in questi casi il ricorso alla musicoterapia?
Sempre più ragazzi e bambini affetti da autismo, psicosi infantili o ritardo motorio danno ottimi risultati con l’utilizzo della musicoterapia e quelli sicuramente più evidenti sono l’attenuazione delle stereotipie e fobie nell’autismo, l’avanzamento cognitivo con miglioramento della motricità nei bambini affetti da ritardo psicomotorio e nelle psicosi infantili l’aumento dell’autostima e la capacità di ascoltarsi permette al bambino meno grave di affrontare le fobie e quello più grave di affrontarle con meno ansia. Di base sta quanto esplicitato sopra, poiché la musicoterapia è una disciplina atta all’ascolto e all’accoglienza del paziente questo ascolto diventando riconoscimento e ricerca del proprio sè, nel bambino permette di trovare una forma di stabilità dentro se stesso…i principi basati sull’ascolto del sé sono fondamentali e fondamentale è la risposta adeguata del terapeuta alla domanda del paziente, senza tale risposta e un ascolto di scarsa qualità anche la musicoterapia non servirebbe a nulla e diventerebbe pratica di pura animazione musicale.
5. La musicoterapia può essere di supporto all’utilizzo di terapie mediche tradizionali ed alternative?
La musicoterapia, laddove è possibile, viene utilizzata all’interno di equipe terapeutiche che prevedono interventi di tipo socio educativo, riabilitativo e neuropsichiatrico. In Italia ancora non sono molti gli ospedali disposti ad ospitare tale tipo di intervento terapeutico, per lo più gli interventi di musicoterapia avvengono all’interno di sedi, associazioni o cliniche private dove l’apertura a questo nuovo metodo è molto più accettata e riconosciuta. In America, in Inghilterra, in Austria, in Francia la musicoterapia è una scienza universitaria, studiata e riconosciuta all’interno delle cliniche e degli ospedali. Per cui la musicoterapia è a tutti gli effetti un supporto alle terapie cliniche psichiatriche, psicoterapeutiche tradizionali.
6. Quali studi bisogna intraprendere in Italia per diventare musicoterapeuta?
In Italia ci sono diverse scuole di musicoterapia, non posso consigliare in particolare qualcuna perché, risulterei di parte, ma ogni scuola porta in sé una peculiarità data dai docenti che la compongono, per cui ritengo che chi vuole affrontare il mondo della musicoterapia per farne il proprio mestiere debba guardare l’ordinamento di ogni scuola e scegliere quello più confacente a se stesso, ovvero la scuola che per ideali e obiettivi si avvicina di più ai propri. L’importante è essere sempre coerenti con le proprie scelte.
7. C’è differenza tra musicoterapista e musicoterapeuta?
Domanda capitale….credo che l’unica differenza possa stare nei titoli che si hanno, per definizione un medico o comunque uno psicologo laureato sarebbe legittimato a portare il titolo di “musico terapeuta” mentre chi esce da una scuola normale sia semplicemente “musico terapista”. In realtà terapeuta e terapista è una disputa da lungo affrontata all’interno di tutte le scuole di musicoterapia che trova i docenti in conflitto tra di loro. Dal mio punto di vista siamo musico terapeuti quando l’ambito lavorativo in cui operiamo è per lo più di tipo terapeutico ovvero tutto l’ambito neuropsichiatrico e riabilitativo cognitivistico dove si prevede un intervento a carattere terapeutico. Siamo musico terapisti quando il nostro intervento diventa di tipo riabilitativo, funzionale motorio e non prevede tutti i canoni e gli obiettivi dell’intervento precedente; rimando alla lettura degli interventi del mio carissimo collega Mt G. Bonardi sul suo blog www.musicoterapie.over-blog.com a riguardo di tale argomento.




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