Bruno Vergani erborista preparatore, è titolare dell’erboristeria con laboratorio IL GELSO (http://www.ilgelso.eu/); si diploma in Erboristeria presso l’Università di Urbino nel 1984, è docente di erboristeria presso la Libera Università di Medicina Olistica Zefiro ed è socio e collaboratore del “Progetto NINA”. Dal 1982 è titolare del laboratorio erboristico il gelso che opera in Puglia nella zona dei trulli a sette chilometri da Ostuni sulla provinciale per Martina Franca, circondato da olivi secolari e macchia mediterranea. Bruno Vergani è stato inoltre relatore al corso di Formazione professionale "La trasformazione e i prodotti ad alto valore aggiunto. La titolazione dei prodotti, le tecniche di laboratorio, i costi produttivi, il mercato e la normativa vigente" c/o Comunità Montana di Bovalino con il patrocinio della Facoltà di Farmacia, Università di Catanzaro "Magna Graecia" Diploma universitario in Tecniche Erboristiche.
L’erboristeria con Laboratorio Il Gelso è convenzionata con L’Università degli Studi di Napoli Federico II per il tirocinio di formazione ed orientamento nell'ambito del percorso formativo degli studenti laureandi in Tecniche Erboristiche.
Grazie alla lunga esperienza che Bruno Vergani ha maturato nella produzione e vendita di
rimedi erboristici realizzati nel proprio laboratorio l’Erboristeria Il Gelso può mettere a disposizione dei clienti oltre mille articoli: dalle erbe semplici alle tisane composte, dalle soluzioni idroalcoliche, anche da pianta fresca, ai concentrati in capsule, dagli oli essenziali al ginseng, dai mieli monoflora alla pappa reale fresca.
Con l’intervista gentilmente concessaci da Bruno Vergani abbiamo l’opportunità di conoscere più da vicino questa realtà che ha tutto il sapore artigianale della qualità.
1. Ci racconti brevemente la storia del suo negozio.
Sono erborista per tradizione familiare. Iniziò mia madre all’inizio degli anni ‘70 in provincia di Milano nell’ erboristeria attualmente condotta da mio fratello. Io ho seguito un percorso differente; dopo aver conseguito il diploma universitario in erboristeria ho scelto di non commercializzare prodotti industriali ma di realizzare un piccolo laboratorio artigianale per produrre personalmente rimedi da piante spontanee. Per questo, trent’anni fa, da Milano mi sono trasferito in Puglia, in un trullo nel territorio di Ostuni. Qui ho implementato un piccolo laboratorio artigianale di produzione con attigua erboristeria per commercializzare quanto produco.
2. Qual è la filosofia di base, il punto forte della sua erboristeria?
La raccolta di piante spontanee e la loro trasformazione, quindi la produzione diretta dei rimedi; compresse, opercoli, sciroppi, estratti alcolici. Dalla pianta al prodotto finito senza passaggi e intermediari. Questo mi permette di conoscere di prima mano quello che offro ai miei clienti.
- 3. Gli erboristi preparatori sono sempre meno, qual è il motivo secondo lei?
Per un occhio esterno la mia situazione potrebbe apparire invidiabile. Trovarsi nella campagna del sud Italia, circondati da macchia mediterranea e olivi secolari per produrre, con le proprie mani, immersi nel silenzio, rimedi a base di piante selvatiche, ma la realtà è un po’ diversa. Normative sempre più asfittiche, vincolanti per le micro realtà produttive, mi costringono a dedicare molto più tempo e risorse alla burocrazia che a formulare e produrre rimedi erboristici. Normative senza alcun distinguo tra la produzione industriale e quella artigianale fanno sì che gli erboristi preparatori sono una razza in via d’estinzione.
Sarebbe possibile evitare tutto questo? Certo. E’ sufficiente cessare la produzione artigianale per mettersi a commercializzare prodotti industriali. Se fai così non necessiti più di autorizzazione alcuna e puoi vendere i prodotti preconfezionati dell’industria anche se non sei erborista laureato e non sai distinguere la salvia dal rosmarino.
- 4. La legislazione riguardante l’erboristeria e il riconoscimento della figura dell’erborista è carente, che consiglio può dare ad un ragazzo che ha appena concluso il percorso universitario e vuole immettersi nel mondo del lavoro o che magari intende aprire un laboratorio nonostante le notevoli difficoltà?
Le Università hanno attivato i corsi di laurea, ma non esiste ancora una legge sull’erboristeria che valorizzi queste nuove figure professionali. Di fatto chiunque, anche senza titoli, può aprire una erboristeria a condizione che tratti prodotti preconfezionati. Il laureato avrebbe l’unico vantaggio di poter realizzare prodotti in proprio, tuttavia consiglierei il laureato in tecniche erboristiche, intenzionato ad implementare un laboratorio, di informarsi riguardo le normative del settore. Nel caso valutasse le incombenze burocratiche eccessive, opti per la commercializzazione di prodotti già pronti, ad eccezione delle tisane che formulerà e confezionerà in proprio.
- 5. Come valuta il fenomeno delle parafarmacie?
Valuto positivamente ogni liberalizzazione, tuttavia auspico che il settore erboristico abbia finalmente una legge che lo regolamenti e che possa valorizzare chi ha reali competenze e professionalità.
- 6. Quali sono i prodotti più richiesti dai suoi clienti?
Prodotti depurativi, lassativi, dimagranti, diuretici. Rimedi per il trattamento dei disturbi più diffusi che non richiedono necessariamente trattamento farmacologico. Attualmente, nei casi in cui questo è possibile, sempre più medici consigliano l’utilizzo di rimedi naturali anche come coadiuvanti alle terapie di sintesi.




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