L'intervista di questo mese è al naturopata più conosciuto e noto in Italia, fondatore di una famosissima scuola di naturopatia. Ma citarvi tutti i suoi diplomi, corsi di Laurea e attestati richiederebbe una pagina a parte. La sua biografia si può consultare sul suo spazio internet www.naturopatia.it/lanza.htm. Passiamo invece all'intervista eseguita dal nostri sito EDB, che ci permetterà di avere delle idee più chiare riguardo la naturopatia e la figura del naturopata, in Italia ed in Europa.
1. Può definirci quali sono, secondo la sua esperienza ventennale, i motivi chiave da cui è nata la naturopatia?
In Italia la Naturopatia è relativamente giovane: questo termine lo introdussi per la prima volta nel 1987 in occasione dei primi corsi che tenni nella sede storica della scuola a Luserna S. Giovanni. Infatti, la Naturopatia non va confusa con l’Igienismo (corrente naturista che nasce nella notte dei tempi e valorizzata da Ippocrate), né con l’Erboristeria (disciplina sviluppata in Italia in modo ammirevole), né con il New-Age (collage di filosofie orientali e pratiche mistiche elaborate in California negli anni ’60), discipline e ideologie da lungo tempo già degnamente rappresentate nel nostro paese.
La Naturopatia nasce dalla volontà di sistematizzare una serie di discipline non convenzionali alla stregua di quanto avevo potuto osservare durante i miei studi all’estero: le mie origini francesi mi diedero la possibilità di viaggiare parecchio nei paesi francofoni, tra cui il Québec e di attingere alla loro esperienza quando “importai” la Naturopatia in Italia.
Mi resi subito conto che molte persone nutrivano il desiderio di realizzarsi in una professione che aiutasse il prossimo a gestire il proprio benessere, al di là dei farmaci che sono invece essenziali nella terapia delle patologie. Si scoprì presto che anche da noi il Naturopata ha una sua ragione d’essere: egli ricopre quel ruolo di counselor della salute collaborando con il medico, il quale è ovviamente l’esperto nella cura delle malattie. Direi che si tratta di un binomio vincente e ciò è dimostrato dal crescente interesse del cittadino verso il Naturopata e dal suo desiderio che nasca una sinergia anche a livello ufficiale.
Tra l’altro, ricordo ancora che gli anni ’80, con la nascita della Naturopatia classica in Italia, contemporaneamente è esploso il boom dei prodotti naturali, che oggi fanno registrare, anche in un momento di crisi economica, un’importante incremento dei ricavi.
2. Chi può essere davvero definito naturopata e come agisce nell’ambito della sua professione?
Il Naturopata è il professionista esperto in Naturopatia, multi disciplina bio-naturale volta al mantenimento e alla tutela dello stato di salute e di benessere dell’essere vivente in relazione alle caratteristiche costituzionali, alle influenze ambientali e alle leggi biologiche che ne regolano l’esistenza. Il naturopata è universalmente definito come operatore (non medico) del benessere il quale, attraverso tecniche naturali, ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita.
Secondo la definizione che scrissi nel 1997 e pubblicata nel Grande Dizionario Enciclopedico della UTET “ il Naturopata favorisce nell’individuo le condizioni atte allo svolgere dei processi di riequilibrio del sistema “mente-corpo” e nello stimolare in esso le proprie capacità di auto-guarigione”.
Dunque, compito principale del professionista è stimolare la forza vitale della persona (vis medicatrix naturae) sostenendo i meccanismi fisiologici e le naturali risorse energetiche dell’individuo. Il Naturopata, attraverso le varie tecniche che ha a disposizione, ricerca le cause degli squilibri energetico-funzionali e concentra le proprie facoltà di osservazione nelle seguenti direzioni: riconoscimento della costituzione, della diatesi e del terreno umano; individuazione e trattamento degli squilibri energetico-funzionali; stimolazione delle capacità reattive intrinseche dell’individuo; miglioramento del “terreno globale”; valutazione degli influssi ambientali e relazionali potenzialmente di nocumento all’autoconservazione dello stato di benessere.
Le tecniche naturopatiche alle quali ricorre il Naturopata si suddividono in metodiche strumentali, metodi bioenergetici, tecniche nutrizionali e tecniche manuali. I metodi strumentali, la cui utilizzazione non è assimilabile a quella relativa ad apparecchiature mediche, e le analisi energetico-costituzionali si applicano nella fase di valutazione del “terreno” ossia delle predisposizioni individuali e delle capacità reattive. Tra i metodi evidenziamo l’iridologia, secondo la quale la parte colorata dell’occhio è una speciale rappresentazione grafica del corpo umano. L’analisi iridea permette l’osservazione dei segni indicanti l’entità del sovraccarico umorale e la capacità di eliminazione degli scarti tossinici. A tale tecnica si integrano: l’analisi biotipologia, morfopsicologica, bio-energetica, reflessologica e kinesiologica. I prodotti erboristici, l’alimentazione naturale ed eumetabolica, il riequilibrio nutrizionale e l’integrazione alimentare con oligoelementi intervengono a livello biochimico esclusivamente per coadiuvare le funzioni fisiologiche dell’organismo. Tra le tecniche corporee si collocano tutte quelle discipline appartenenti alla tradizione occidentale (argilloterapia, idroterapia, reflessologia, ecc…) e quelle derivanti dalla tradizione orientale (ad esempio, l’Energetica Tradizionale Cinese).
Il naturopata ricopre inoltre un ruolo di educatore nel campo della prevenzione primaria occupandosi di informazione-sensibilizzazione in ordine all’igiene della persona e all’importanza dell’attività fisica; di educazione a stili di vita salubri e rispettosi della natura e alla conoscenza dei meccanismi fisiologici. Educa alla completa e consapevole responsabilizzazione della persona nei confronti della propria salute e fornisce gli strumenti conoscitivi per l’autogestione della stessa.
3. Come risponde a chi definisce la naturopatia solo una concezione di vita e non una scienza vera e propria?
Per rispondere a questa domanda è necessario prima di tutto intenderci sulle definizioni di scienza da una parte e di Naturopatia dall’altra. La scienza moderna si basa sul metodo scientifico dell'osservazione sperimentale dell'evento-oggetto, sulla formulazione di un'ipotesi generale e infine sulla verifica della stessa mediante osservazioni successive ripetute e quindi sulla sua falsificabilità. La Naturopatia rivolge il proprio operato alla persona intesa come entità globale - un unicum costituito da corpo, mente ed emozioni- adotta un approccio di tipo olistico nell’analisi dell’aspetto energetico dell’individuo – il suo “terreno” costituzionale –attraverso l’osservazione sistematica delle manifestazioni psicofisiche e della predisposizione agli squilibri bio-energetici. Come osservato in più occasioni, i metodi e le strumentazioni naturopatiche sono estranee all’ambito scientifico, poi ché riteniamo che l’essere vivente sia soggetto ad un elevato numero di variabili tali da impedire l’isolamento delle stesse, condizione essenziale per definire criteri scientifici applicabili. Inoltre, non dobbiamo cade nell’inganno post-cartesiano per cui “ciò che non è scientifico non è serio”. Qui si aprirebbe un capitolo sull’epistemologia della scienza e dovremmo ammettere che il vecchio concetto di scienza oggi è inostenibile e non più idoneo a rappresentare la realtà della ricerca moderna. Naturopatia, etimologicamente, deriva dalle parole inglesi “nature” e “path” (“nature’s path”) la cui traduzione significa “sentiero, via della natura”. Il significato etimologico che gli deriva dalla parola latina “natura” e da quella greca “pathos” (sofferenza, emozione, sentimento, empatia) è quello di “sentire secondo natura”: dunque, la Naturopatia va considerata “arte della salute”.
4. Spieghiamo ai nostri lettori come e se la naturopatia è tutelata in termini di legge
In Italia ad oggi non esiste ancora una regolamentazione della Naturopatia e delle Discipline Bio-naturali, ma solo soltanto proposte di legge Regionali e Nazionali. La figura del Naturopata professionista pertanto non è ancora giuridicamente riconosciuta e tanto meno tutelata in termini di legge. Gli operatori, nonostante ciò, svolgono la loro attività presso strutture private e in regime fiscale alla stregua di tutte quelle professioni non riconosciute. Le regioni italiane che ad oggi hanno approvato una legge in materia di discipline del Benessere sono: Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana. A livello nazionale sono stati presentati diversi progetti, oggetto di valutazioni presso il Parlamento. In Italia, a differenza di altri paesi europei, nonostante una buona percentuale di cittadini si rivolga alle Discipline Bio-naturali per ritrovar e il benessere fisico, mentale e sociale, lo Stato non è in grado di garantire loro questa scelta attraverso una corretta regolamentazione giuridica di tali pratiche. Questo contrasta con i principi del pluralismo scientifico (articolo 33 della Costituzione) e non consente agli operatori di esercitare la loro professione in piena dignità e non salvaguarda il pubblico attraverso un controllo di professionalità dei praticanti. Oggi, in mancanza di uno statuto giuridico, chiunque può applicare metodi e tecniche naturopatiche, curiosamente anche chi non conosce i principi teorici e pratici di questa disciplina. Ci troviamo dunque in assenza di tutela in termini di legge, condizione svantaggiosa sia per gli operatori che per gli utenti. Il Codice deontologico dei Naturopati italiani nasce con l’obiettivo di colmare in futuro tale vuoto legislativosi propone di diventare una vera e propria carta professionale della Naturopatia italiana e si qualifica come attestato indispensabile in vista del processo di validazione e di riconoscimento ufficiale della nostra arte. Elaborato dall’Avv. Vettorello e dal sottoscritto, si tratta di un codice di comportamento, con regole etico-sociali condivise, che disciplina l’esercizio dell’attività dei Naturopati professionisti indipendentemente da scuole di formazione e da aggregazioni associative. Una vera e propria carta d’identità della professione, autonoma e imparziale, un “comune sentire etico” della categoria e una guida in difesa dell’autonomia professionale della Naturopatia e nel rispetto dell’autonomia delle altre categorie. E’ uno strumento che contribuirà a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di una legge per la professione.
5. Secondo lei, l’Italia è indietro, in termini di medicina alternativa, rispetto al resto d’Europa?
Conoscendo molto bene la realtà esistente negli altri paesi europei in materia di Discipline Bio-naturali, in quanto Segretario Unione Europea di Naturopatia (UEN Union Européenne de Naturopathie), posso affermare purtroppo che in Italia c’è ancora molto da fare, soprattutto dal punto di vista giuridico. Attualmente la Naturopatia è riconosciuta in diversi paesi dell’Unione Europea, in Russia, Australia, Nuova Zelanda, Canada, USA, Messico, in tutti i Paesi dell'America Latina. In Italia forse a ragione di una concezione monopolistica in materia di salute, detenuta dall’istituzione medica, gli esperti di Naturopatia e le altre discipline bio-naturali si sono trovati a subire una sorta di “indifferenza legislativa”. Il sistema italiano e`stato definito, da uno studio dell’OMS, « monopolitistico », in quanto solo l’esercizio della medicina scientifica è riconosciuto come lecito, con l’esc lusione di altri metodi tra le quali le Discipline Bio-naturali. Questo contrasta però con quello che è il principio fondamentale dell'autonomia della persona nella scelta dei metodi per il miglioramento della qualità della vita verso la quale l’orientamento europeo sembra essere più attento. Nonostante i sondaggi registrino ogni anno un incremento della percentuale della popolazione che ricorre alle diverse pratichenon convenzionali”, per i motivi appena esaminati, ci ritroviamo a dover combattere con questa incrollabile disparità di trattamento giuridico tra operatori italiani ed operatori europei.Ritengo sia importante fare emergere, superando gli interessi del mondo medico e delle multinazionali del farmaco, il concetto per cui “la salute non è solo medicina” tenendo in maggiore considerazione in primis gli interessi dei cittadini- utenti. A questo si aggiunge inoltre il fatto che in Italia, la nascita di operatori che possono produrre, commercializzare e diffondere i prodotti naturali è frenata dalla burocrazia: basti pensare che gli erboristi laureati non hanno ancora ottenuto dignità giuridica e decine di bozze di legge giacciono da decenni in Parlamento. In questo difficile percorso di avvicinamento alle altre realtà europee di esempio ci sono paesi come la Germania dove esiste la libertà di cura dal 1873, la professione di Heilpraktiker è riconosciuta dal 1939 e dove non esiste monopolio legale della pratica della medicina o come i Paesi del nord e la Gran Bretagna dove le prestazioni di medicina non convenzionale sono rimborsate dal Sistema sanitario pubblico o in alternativa da Enti assicurativi privati. Tutti questi sono i motivi che ci fanno purtroppo dire: l’Italia è ancora un passo indietro.
5. Infine una domanda un po’ più mirata: spieghi perché ci si dovrebbe iscrivere alla sua Scuola di Naturopatia.
Ciò che contraddistingue l’Istituto Rudy Lanza dagli altri enti formativi in materia di Naturopatia è senz’altro lo spirito che lo anima sin dalla sua fondazione nel 1987 e cioè la ricerca di una nuova consapevolezza sul tema della salute, della prevenzione, dell’utilizzo dei metodi naturali accanto alla necessità di venire incontro all’esigenza di nuovi sbocchi professionali e non dunque un insieme teorico costituito da frammenti di materie new- age sviluppate a livello amatoriale. Entrare nel mondo del lavoro in quanto Naturopata o operatore del benessere alla stregua di quanto avviene negli altri Paesi europei, è un desiderio che si realizza a condizione che l’insegnamento sia aggiornato, pratico ed immediatamente utilizzabile, strutturato sulla base di un’organizzazione tecnica e didattica efficiente. Il nostro Istituto, grazie alle molteplici collaborazioni internazionali, all’anzian ità e all’esperienza dei docenti, all’impegno con le istituzioni e dal dialogo con gli organismi dello Stato, si colloca come unica scuola a livello nazionale in grado di fornire un programma completo con l’utilizzo di supporti tecnici e moderni per un apprendimento approfondito e al tempo stesso interdisciplinare. Formazione non è mai sinonimo di indottrinamento. Lo studente deve conoscere tutte le teorie formulate dagli esperti; il suo approccio ad esse deve essere quanto più possibile “vergine”, scevro da influenze ad opera dell’insegnante. Lo studente deve poter apprendere le tecniche e le metodologie naturopatiche, così da essere in grado di scegliere, nel futuro professionale, la più idonea ad affrontare, studiare e risolvere il caso concreto. Oltre a tutto ciò, l’Istituto pone particolare attenzione ad una fase importantissima del processo formativo e cioè il momento della verifica delle conoscenze acquisite attraverso il superamento di esami per tutte le materie affrontate. Affinchè ad un individuo sia consentito di fregiarsi del titolo di Naturopata, non è sufficiente che questi frequenti le lezioni di un corso, per quanto completo esso sia ma è necessario che il medesimo dimostri di aver effettivamente appreso quanto insegnatogli, nonché di saperlo mettere correttamente in pratica. Per quanto riguarda i contenuti dell’insegnamento possono essere così sintetizzati:
a.Approccio olistico alla persona attraverso l’apprendimento pratico dei concetti base della disciplina.
b.Apprendimento delle varie tecniche valutative del terreno, ossia delle predisposizioni o alterazioni energetico- funzionali.
c.Acquisizione, attraverso la pratica esercitativa, delle principali tecniche corporee del benessere.
d.Apprendimento delle conoscenze rispetto alle disposizioni amministrative, fiscali e norme deontologiche.
Gli Allievi dell'Istituto Rudy Lanza possono fruire durante le lezioni, per le esercitazioni pratiche, di strumentazioni professionali (un iridoscopio ogni tre allievi) e attrezzature tecniche aggiornate, di un servizio di consulenza e assistenza individuale prima dell’iscrizione con un colloquio personale di orientamento, durante la frequenza e dopo il diploma per l’avvio della professione. Un referente, sempre presente ai corsi, fornisce in ogni occasione esaurienti risposte a dubbi e quesiti degli allievi ed efficaci soluzioni per ogni difficoltà. La Segreteria, attraverso un servizio on-line, è sempre disponibile a fornire informazioni circa: date, quote di partecipazione e modalità di iscrizione ai corsi, prenotazione ed esiti esami, sessioni di discussione tesi, recupero lezioni e piani di studi personalizzati.






