La talassoterapia è una tradizione millenaria, che è possibile praticare anche oggi per chi ama vivere bene, ma anche per chi è malato e non vuole ricorrere a troppi farmaci. La climatoterapia in ambiente marino consente di curare diverse patologie respiratorie, cardiovascolari, reumatiche, ma anche stress o disagi psichici. L’ambiente marino, infatti, ricco di iodio, di sali minerali, oltre che particolarmente tranquillo e mite, è ideale per distendere i nervi, riprendere vigore e anche praticare attività sportive. Inoltre l’acqua del mare ha quasi la stessa composizione del plasma sanguigno ed è in grado di sopperire ai deficit del nostro organismo causati da stili di vita non corretti.
Conoscevano già bene le caratteristiche terapeutiche del mare popolazioni come gli antichi greci, gli egiziani e i romani, che utilizzavano l’acqua di mare per detergere e curare piaghe e per immergervisi durante le giornate di sole; famose sono le terrazze degli assiri, amanti di quella che oggi chiamiamo ‘elioterapia’.
In effetti con ‘talassoterapia’ (dal greco ‘cura di mare’) includiamo i trattamenti che sfruttano sia l’acqua stessa (idrologia), sia il clima (climatoterapia), sia la luce e il calore del sole (elioterapia). A queste, vengono poi associati spesso altri trattamenti come le sabbiature, la fangoterapia, gli humages e molte altre.
Le coste del nostro bel Mar Mediterraneo sono da sempre le più ambite per le cure talassoterapiche sia per il clima favorevole delle regioni che vi si affacciono, sia per la temperatura delle acque, media e costante fino ad una certa profondità.
Gli autori:
Gianluca Bruttomesso, giornalista e scrittore, è addetto stampa della Federazione mondiale del termalismo e della climatoterapia.
Francesco Padrini, psicologo e psicoterapeuta, lavora presso il Centro ricerche in talassoterapia dell’Università degli Studi di Milano.
Umberto Solimene dirige il Centro di ricerche in bioclimatologia medica, biotecnologie, medicine naturali e talassoterapia dell’Università degli Studi di Milano.






