Quando si fa un uso smoderato e non corretto della voce, le nostre corde vocali e la nostra faringe possono subire delle infiammazioni e far diventare la voce molto debole e roca e aumentare la difficoltà nel produrre suoni, quando si cerca di parlare. Questo fenomeno viene definito raucedine e spesso il miglior modo per curarla è stare in relax e a riposo. Questo però solo se la raucedine non è collegata ad altri sintomi. In questi casi un aiuto in più può arrivare dal mondo vegetale, con una serie di piante:
- Può essere utile rinforzare il sistema immunitario, per rafforzare le difese dell’organismo. In questi casi si può usare il ribes nero, come rimedio omeopatico: 40-50 gocce al mattino appena svegli. Vanno bene anche le piante ricche in vitamina C, come l’acerola e la rosa canina, da associare all’echinacea: 15-20 gocce in tutto di una o più erbe, per 2-3 volte al giorno e per cicli di 2 settimane.
- Per il vero e proprio abbassamento di voce è efficace l’erisimo, detto anche pianta dei cantanti, perché è spesso utilizzata dagli artisti per mantenere in buona salute le corde vocali. Se ne assumano 20 gocce 2-3 volte al giorno oppure 3-4 tazze di infuso ottenuto con 4 grammi di erba in 150 ml di acqua bollente. Può risultare utile anche la calendula, a cui ricorrere unitamente alla propoli, prodotto dell’alveare ricco di minerali e sostanze antisettiche. Fate dei gargarismi mescolando 30 gocce di ogni rimedio in un po’ d’acqua.
- Per contrastare l’infiammazione, sono efficaci piante mediche dal contenuto in mucillagini, con effetto balsamico e lenitivo, come la malva, che si può associare all’erisimo nella formulazione di una tisana. Se la raucedine è accompagnata da catarro, tosse ed altri sintomi tipici del raffreddore, si deve preferire la piantaggine.






