Un recente studio del dipartimento di Pediatria dell’ospedale San Paolo di Milano ha messo sotto accusa il latte vaccino: non dovrebbe essere inserito durante lo svezzamento dei bambini con meno di 12 mesi di età . E’ una notizia abbastanza sconcertante, visto che numerose mamme, invece, lo utilizzano, ma purtroppo sembrerebbe avere degli effetti negativi sul processo di crescita del bambino stesso. La nutrizione in età infantile, come abbiamo già ripetuto altre volte, è una tappa fondamentale per garantire al bambino i nutrienti essenziali al suo accrescimento, sia per lo sviluppo della massa corporea, sia per le funzioni dell’organismo. E questo periodo si estende fino ai 2 anni di vita dell’infante; in particolare, dopo l’allattamento materno, è importante il periodo dello svezzamento, che va di solito dal sesto mese in poi.
Le motivazioni che spingono i pediatri a sconsigliare il latte vaccino durante il primo periodo dello svezzamento sono le seguenti:
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-Â Â Â Â Â Â Â Â Â Poche vitamine e poco ferro;
-Â Â Â Â Â Â Â Â Â Pochi acidi grassi essenziali e troppi saturi;
-Â Â Â Â Â Â Â Â Â Elevato contenuto in colesterolo
Per questa sua particolare formulazione, l’organismo del piccolo viene esposto ad una serie di rischi che ne compromettono la crescita corretta, aumentano in maniera non corretta il suo peso, a causa dell’aumento della massa grassa e sovraccaricano il lavoro dei reni, non ancora maturi. Quindi, durante lo svezzamento ci sono due alternative: o continuare, se si è fortunate, col latte materno, o affidarsi al latte cosiddetto formulato: il latte materno contiene immunoglobuline del tipo A, che conferiscono una forte protezione immunitaria al piccolo e quindi sarebbe preferibile continuare il più possibile. Se il vostro piccolo è,invece, allergico alle proteine del latte, potete optare per i latti “idrosilati spintiâ€, in cui la maggior parte delle proteine vengono frammentate in porzioni più piccole, che perdono l’effetto allergenico. Questi alimenti sono, inoltre, privi di lattosio.






