I fanghi sono considerati delle miscele viscide,costituite da una parte liquida (di solito cloridrata o solforata),da una parte solida (organica o inorganica),che deriva dal processo di maturazione del fango stesso.
La fangoterapia è una tecnica terapeutica che si basa sull'utilizzo e l'applicazione di fanghi termali.
L'argilla,che costituisce i fanghi,è da sempre ritenuta una sostanza inutile e amorfa,mentre attuali studi hanno fatto emergere le proprietà terapeutiche dei suoi costituenti,i materiali argillosi appunto.
L'individuazione dei suddetti minerali ha senz'altro fatto meglio comprendere anche il "processo di maturazione" del fango,della durata di 1-2 anni,durante il quale avviene un arricchimento di sostanze microorganiche di natura vegetale e animale.
In base alla loro attività terapeutica, i fanghi possono essere suddivisi in:
- sedativi
- stimolanti
- risolventi
- ricostituenti.
Per quanto riguarda le applicazioni fangoterapiche esistono delle regole ben precise. La temperatura del fango deve essere di circa 50 °C,con una media di 47 °C. La durata dell’applicazione non dovrebbe mai oltrepassare i 15-20 minuti e si effettua una sola applicazione giornaliera. Dopo l’applicazione,rimosso il fango,si effettua un bagno in acqua normale o minerale di 37-38 °C.
La prima azione benefica che si può riscontrare dopo l'applicazione di un ciclo di fanghi è visibile ad occhio nudo ed è l'arrossamento dellezone interessate,per la produzione eccessiva di calore causata dal fango medesimo:tutto ciò porta notevoli vantaggi soprattutto all'apparato locomotore.
Internamente,invece,si ha un ricambio cellulare,soprattutto a livello renale,con eliminazione di acido urico e conseguente azione disintossicante.
Le patologie per cui sono più indicati i fanghi sono comunque le malattie artritiche e reumatiche.






