Il reiki, metodo di guarigione del tutto naturale, arriva direttamente dal Giappone e si occupa di riequilibrio energetico, affondando le sue radici nel buddismo, attraverso un percorso di crescita personale ed evoluzione spirituale. Il nome deriva da due parole: “Rei”, che sta per energia vitale universale e “Ki”, che indica l’espressione di tale energia. Se una persona è sana ed equilibrata a livello sia fisico che mentale, questo flusso energetico scorre e fluisce liberamente ed armoniosamente al suo interno; l’energia può però facilmente andare incontro ad ostacoli o blocchi a causa di fattori esterni o interni ed è in questi casi che interviene il reiki. Il riequilibrio energetico avviene attraverso un trattamento in cui l’operatore trasmette l’energia di reiki e la indirizza verso chi la deve ricevere.
La trasmissione è assolutamente non invasiva e avviene attraverso le mani dell’operatore, con il semplice contatto. Le mani fungono da veicolo e toccano particolari punti, favorendo lo scioglimento dei blocchi energetici. L’approccio è armonico e delicato e in genere induce uno stato di profondo rilassamento nel ricevente, conferendo armonia e serenità psico-fisica. I punti del corpo su cui si agisce sono i noti Chakra o meridiani, ma, pur tenendo conto dei chakra, non esiste un trattamento reiki standard; ogni cura è personalizzata a seconda degli squilibri riscontrati. Il reiki ha il vantaggio di stimolare la nostra capacità di auto guarigione e per questo motivo è facilmente applicabile a qualsiasi tipo di problema o disagio e può rappresentare un utile supporto integrativo anche alle cure tradizionali. Attenua i sintomi della malattia e gli eventuali effetti collaterali dovuti alla somministrazione dei farmaci. Numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo affiancano oggi il reiki alle cure convenzionali: Stati Uniti, Canada, Spagna e Germania primi tra tutti. Gli operatori in questi casi sono in genere infermieri e fisioterapisti.






