FARFARO
Tussilago farfara L.Famiglia delle Composite
Nomi Comuni: Pljerche, tussilagine, piè d´asino, ugna cavallina, barbàz, petacciolo.
Portamento
La pianta è alta 20-30 cm. In primavera la pianta emette dal rizoma dei fusti fioriferi ricoperti di di squame, cotonose
Foglie
Le foglie basali sono piuttosto grandi, cuoriformi, glabre nella pagina superiore, cotonose in quella inferiore, con margine rozzamente dentato. Esse spuntano solo dopo che la pianta ha fiorito.
I fiori
I fiori sono di colore giallo paglierino intenso. La fioritura avviene a fine inverno, inizio primavera
La droga
Fiori, foglie giovani senza il picciolo
Dove si trova
Pianta piuttosto comune, si rinviene nei terreni umidi, lungo i ruscelli e in quelli fangosi e acquitrinosi sia in pianura che in montagna.
Raccolta e coltivazione
Si utilizzano i fiori colti all´inizio della fioritura e le foglie giovani colte in primavera. Possono essere impiegate anche le radici.
COME SI USA LA DROGA
Principi attivi
Sostanze amare, mucillagini, saponine, tannini, un olio essenziale e discrete quantità di sali minerali ed alcaloidi
Proprietà
La droga, dal sapore amarognolo, ha proprietà espettoranti, calmanti della tosse, antinfiammatorie ed astringenti.
Indicazioni
Affezioni delle vie respiratorie, i raffreddori e le bronchiti
Controindicazioni
Se ne sconsiglia l´uso in gravidanza e durante l´allattamento inoltre L´assunzione prolungata può risultare epatotossica dovuta alla presenza di alcaloidi
Uso cosmetico
La fanfara viene utilizzata per combattere le rughe. L´infuso aggiunto all´acqua del bagno ha effetto emolliente.






