EFEDRA
Ephedra distachya L.
Appartiene alla famiglia delle Gnetacee.
Le piante hanno l’aspetto di un arbusto con tanti rami articolati verdi che non superano il metro di altezza. Le foglie sono squamiformi. I fiori sono dioici.
Habitat: nei luoghi sabbiosi dell’Europa meridionale
La droga è costituita dalle foglioline o da tutta la pianta.
Il principale principio attivo è l’efedrina (alcaloide) contenuto in ragione dell’1%; la sua azione è meno rapide dell’adrenalina, ma più duratura. Contiene pure olio etereo, catechina, tannino, zucchero, mucillagine, resina.
Proprietà terapeutiche: antireumatica, antiblenorragica, antidiarroica, antiasmatica, vasocostrittiva, ipertensiva, midriatica, simpaticotonica, antiistaminica, decongestionante, vasocostrittrice generale, ma vasodilatatrice delle coronarie.
Si può usare in sostituzione dell’ dell’adrenalina, sebbene la sua azione sia meno rapida, ma più duratura. Utile negli stati allergici (stati iperistaminici, febbre da fieno, asma bronchiale, orticaria, edema, congiuntivite primaverile); nell’ipotonia, collasso, ipotensione; nella rinite, bronchite, dispnea, enfisema, corizza, pertosse, adenoidite; nella miastenia grave, nel sonno patologico, negli avvelenamenti da narcotici, nella ipoglicemia; nel blocco cardiaco atrio-ventricolare e seno-atriale.
Per uso interno:
- Decotto: droga 2%, un cucchiaio ogni 2 ore.
- Estratto fluido: gr. 3-5 sino a gr. 20 pro dose, secondo i casi.
- Tintura: estratto fluido di efedra gr. 20, alcool 25° gr. 80. A cucchiaini.
- Sciroppo: estratto fluido di efedra gr. 5, sciroppo semplice F.U. gr. 95 a cucchiai.
- Collirio: soluzione a 3/5% per ottenere un’azione midriatica
- Soluzione acquosa o oleosa. Come decongestionante instillata nelle mucose nasali al 0,5-2%.
Attenzione è molto tossica e consultare sempre il medico prima dell’assunzione.






