Malva Silvestre
Famiglia Malvacee
Malva Sylvestris
Nomi Comuni: maleva, malva selvatica, miloghia, nalba, riondella, varneta, narbighedda
La malva silvestre è una pianta erbacea perenne o biennale. Ha una radice a fittone e il busto, ricoperto di peli, può essere alto fino ad un metro.
Le foglie sono sparse, picciolate e di forme che possono variare (lobate, seghettate o palminervie).
I fiori sono riuniti in fascette e si trovano all'ascella della foglia, formati da una corolla da cinque petali, con colore che varia dal rosa al rosa-violaceo e striature più cariche.
Le foglie possono essere raccolte, recidendole senza il picciolo, durante tutta l' estate nelle prime ore del mattino mentre i fiori vanno raccoti a fascette prima che la fioritura sia completa.
La malva silvestre si trova nella zona mediterranea e in quella sub-montana; in particolare la si rinviene nei luoghi erbosi, nei ruderi, nei campi abbandonati e lungo le strade.
Questa pianta ha proprietà lassativa, emolliente, bechica ed antiflogistica. I preparati di malva silvestre, particolarmente adatti per soggetti delicati come anziani e bambini, attenuano lo stato di infiammazione della bocca e della gola, calmano le infiammazioni, regolano l'intestino e ne calmano i dolori. Le radici di malva silvestre, invece, sono analgesiche e possono anche essere utilizzate per pulire i denti.
La malva selvatica, famosa per il suo sapore dolciastro, viene utilizzata anche in cucina: cruda abbinata a dell' insalata o cotta nei risotti e nelle minestre.
Curiosità: La Malva Selvatica era venerata dai seguaci di Pitagora, convinti che la pianta fosse sacra agli dei e che fosse in grado di placare le passioni umane legate al vizio. Carlo Magno, attratto dalle sue virtù medicinali, ne fece coltivare un'aiuola, dove si raccoglievano, radici, foglie e fiori per tisane e decotti. Negli antichi scritti si legge che la radice di Malva serviva come amuleto per infiammazioni al seno, mentre, bollita nel latte, curava la tosse; i semi di malva, legati in un sacchetto, servivano per curare la gonorrea e vari problemi femminili. Nell'Ottocento, nella sentimentale "Carta dei fiori", era la pianta che simboleggiava l'Amor materno e la Mansuetudine






