Menta Selvatica
Famiglia Lamiaceae
Mentha longifolia
Nome volgare: Menta selvatica
La menta selvatica è una pianta erbacea perenne fornita di un rizoma da cui si originano gli stoloni che possono essere sia sotterranei che superficiali. I fusti, alti fino a 80 cm, sono semplici e ramificati solo in alto.
Le foglie sono molto variabili sia nella forma che nelle dimensioni: vanno da ovali a lanceolate e sono lunghe da pochi centimetri fino a una decina; sono normalmente sessili o hanno un piccolissimo picciolo. Il loro margine è dentato con denti acuti; sulla pagina inferiore sono ben visibili la nervatura principale e quelle secondarie più o meno parallele fra loro. Le foglie sono abbondantemente pelose e bianco tomentose inferiormente nella varietà tipica; alcune varietà sono scarsamente pelose o quasi glabre.
I fiori della menta selvatica, riuniti all'apice del fusto e dei rami, formano una specie di spiga più o meno conica; il calice, di forma campanulata, è terminato da cinque denti acuti; la corolla, normalmente rosa, è tubulare e divisa alla fauce in quattro lobi, il superiore dei quali è a sua volta più o meno bilobato.
La menta selvatica presenta proprietà farmaceutiche tra cui la principale è quella digestiva; inoltre, grazie al mentolo in essa contenuto, è molto utile contro le infiammazioni della bocca. Il suo infuso, infine, è calmante della tosse, aperitivo preso prima dei pasti ha proprietà digestive preso dopo, antifermentative e antispasmodiche.
Si è soliti usare la menta selvatica anche in cucina: si usano le foglie e i fiori per aromatizzare insalate crude, salse, bevande.






