Carica papaya L.
Famiglia: Caricaceae (ordine Violales).
Nomi comuni: Papaya
Nomi locali: Papayer (Francia); Melontree (Inghilterra).
Portamento: Pianta arborea, alta dai 5 ai 10m. Ha fusti robusti, scarsamente ramificati e caratterizzati dalla presenza delle cicatrici derivanti dalle foglie cadute.
Foglie: Le foglie della papaya sono palmate e picciolate.
Fiori: Pianta dioica: i fiori maschili sono piccoli, verdastri e raggruppati in racemi; i femminili sono apicali, più istosi e disposti in gruppi di due-tre.
Frutti: Il frutto della papaya, edule, è una grossa bacca di forma ovoidale tondeggante, verde e con semi neri circondati da mucillagini.
Dove si trova: E' originaria delle isole Mollucche ed è diffusamente coltivata in tutte le regioni tropicali.
La droga: E'costituita dal lattice, che si estrae dai frutti.
Quando si raccoglie: I frutti vanno raccolti prima della loro maturazione.
Come si conserva: Dopo la raccolta del lattice, questo viene messo a contatto con alcool, in modo da ottenere gli enzimi in forma purificata.
COME SI USA LA DROGA:
PROPRIETÀ: La papaya è dotata di virtù digestive e proteolitiche. Viene utilizzata nel trattamento delle dispepsie.
Principi attivi: il lattice contiene enzimi (papaina e chimopapaina); alcaloidi (pseudocarpaina) e un glucoside. La papaina è uno dei più interessanti enzimi ad essere stato scoperto e sfruttato, per la sua capacità di favorire la digestione delle proteine.
USO INTERNO: Sotto forma di sciroppo, elisir o vino: da 0,1 a 0,5 grammi al dì.
USO COSMETICO: La papaya può essere utilizzata come esfoliante cutaneo, nel trattamento della necrosi cellulare cutanea e della psoriasi.






