Finalmente da qualche anno, gli alimenti gluten free sono arrivati anche in Italia, mentre nel resto del mondo erano già diffusissimi. Sono arrivati pian piano dapprima nelle farmacie, poi nelle parafarmacie e finalmente anche sugli scaffali dei supermercati. E soprattutto importanti sono state le etichette gluten free, che permettono di identificare tra mille prodotti, quelli utilizzabili senza alcun rischio dai celiaci. Dal 10 Febbraio del 2009, infatti, è entrato in vigore anche in Italia il Regolamento comunitario n° 41 che disciplina le etichette dei prodotti alimentari senza glutine, rendendoli uguali in tutta l’Unione europea.
L’obiettivo di questa regolamentazione è di permettere una giusta informazione: si vieta perciò ad aziende che non siano della categoria gluten free di esporre in etichetta diciture del tipo “alimento senza glutine” o “ a basso contenuto di glutine”, perché potrebbero essere inconsapevolmente contaminati con altri cereali contenenti glutine, in più fasi della preparazione. Questo regolamento è valido per varie tipologie di prodotti: per i prodotti detti dietoterapici, cioè destinati agli intolleranti al glutine; gli alimenti a base di cereali destinati a lattanti e bambini e i cibi comuni, ma adatti anche alle persone intolleranti al glutine. Oltre ai prodotti gluten free, all’interno dei quali si assicura una totale assenza della gliadina, la proteina responsabile dell’insorgenza della’intolleranza, ci sono anche altre due tipologie di prodotti, che possono comunque essere utilizzati, ma solo da coloro che non dimostrano una diffusa intolleranza:
· Prodotti senza glutine:indicano tutte quelle categorie di prodotti, anche a base di cereali o di ingredienti derivati da cereali, di uso comune o destinati ai celiaci, che contengono al massimo ed in totale 20 mg di glutine per ogni Kg.
· Prodotti con contenuto di glutine molto basso: contengono al massimo 100 mg/Kg. Per questi alimenti, è sconsigliato il consumo da parte dell’Aic (Associazione Italiana Celiachia).






