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Come e perchè donare il cordone ombelicale

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neomamma - seanmcgrathLa donazione del sangue del cordone ombelicale è una pratica molto semplice da effettuare, ma purtroppo in Italia è ancora poco conosciuta e la neomamma dovrebbe informarsi in anticipo nel momento in cui avesse intenzione di farlo, perché non tutti gli ospedali italiani sono attrezzati. Eppure è una tecnica che potrebbe salvare la vita a moltissimi bambini con disfunzioni varie. Questo perché il sangue che deriva dal cordone ombelicale di un bambino appena nato è costituito soprattutto da cellule staminali ematopoietiche, cioè cellule non ancora mature e specializzate, che potranno andare a formare le varie componenti della parte corpuscolata: globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, che sarebbero utili in tutte quelle patologie quali anemie e leucemie.

Ogni donna in buone condizioni di salute può decidere di fare questo semplice gesto salva-vita, però purtroppo le sale parto degli ospedali italiani collegate alle banche regionali di conservazione del sangue del cordone sono solo 18, mentre 300 sono le strutture cliniche private o semi-private. Per le neomamme decise a compiere tale gesto sono previsti dei questionari di idoneità con personale specializzato; poi vengono svolte tutte le analisi del sangue necessarie ad escludere la presenza di malattie infettive, quali epatiti o Hiv. Infine ci sono delle condizioni particolari in cui il sangue del cordone non può essere donato: in caso di parti prima della trentaquattresima settimana, in caso di neonati con malformazioni congenite o nei casi in cui si riscontra stress fetale. Dopo il parto il sangue che teneva legati mamma e bambino viene raccolto in appositi contenitori e conservato in azoto liquido a -196° C, nelle banche specializzate, che possono essere pubbliche o private. Se la conservazione e la raccolta avvengono seguendo questi criteri, i campioni di sangue restano stabili per molto tempo. Però è difficile stabilire con precisione per quanti anni queste cellule staminali riescano a perdurare.

 


 

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